Ars et Labor, posticipata la gara contro il Sant’Agostino
La gara Ars et Labor Ferrara-Sant’Agostino, precedentemente in programma per domenica 29 marzo alle ore 15.30 allo Stadio “Paolo Mazza”, è stata posticipata a sabato 4 aprile
La gara Ars et Labor Ferrara-Sant’Agostino, precedentemente in programma per domenica 29 marzo alle ore 15.30 allo Stadio “Paolo Mazza”, è stata posticipata a sabato 4 aprile
“Dispiace aver perso punti in questo modo”, ha spiegato l’allenatore, sottolineando come la squadra non sia riuscita a concretizzare quanto prodotto
Trasferta amara per l’Ars Et Labor che non va oltre l’1-1 sul campo del Pietracuta. Una prestazione opaca per i biancazzurri, salvati solo nel finale dal gol di Piccioni dopo essere andati in svantaggio a cinque minuti dalla fine
L'Ars et Labor si prepara alla trasferta di Santarcangelo contro il Pietracuta con l’obiettivo di dare continuità alla vittoria ottenuta nello scontro diretto con il Mezzolara e continuare a inseguire la vetta, distante quattro punti
L’Ars et Labor si regala una grande vittoria e esce con 3 punti importantissimi dal “Mazza” dopo il big match contro il Mezzolara. Grande gioia per il mondo biancazzurro, che a prescindere da come finirà la regular season ha dato un segnale di forza non indifferente a tutte le pretendenti per il salto di categoria

(foto Spal)
Testa, cuore, piedi e corpo per l’ambiente Spal. È con questa promessa che Daniele De Rossi ha ufficialmente iniziato la sua nuova – e prima – avventura in panchina con i colori biancazzurri.
Un primo giorno di scuola in tutto e per tutto, da vivere con quel ‘friccichio’ – come lo chiamano i romani – che si sente “passando dalla quinta elementare alla prima media” racconta il neo tecnico spallino, già ammaliato da una città che emana “un’umanità incredibile“.
“Mi sto trovando molto bene – esordisce – anche inizialmente ero un po’ spaventato perchè, seppur stai nel mondo del calcio da trent’anni, entrare in un altro spogliatoio da un’altra porta, con un nuovo ruolo e una nuova vita, ti fa venire alcuni pensieri. Ancora quando ero calciatore, Joe mi parlava di lavorare insieme, io come allenatore e lui presidente. Sono sempre stato un suo pallino. Diceva che in me vedeva qualcosa. Ora spero di ripagarlo. Lo ritengo un sognatore e un vincente, sempre umile. Oggi tanta gente parla di me come allenatore del futuro, ma tanti hanno nutrito legittimi dubbi nei miei confronti quando era il momento di affidarmi una panchina. Solo la Spal ha avuto quel pizzico di coraggio misto a follia per scegliermi“.
Nonostante le importanti responsabilità, a partire dalla prossima sfida col Cittadella, De Rossi dice di non avere paura: “Mi sento pronto e forte perchè mi presento a Ferrara con la mia famiglia aggiuntiva, vale a dire uno staff che si è creato negli ultimi mesi e si sta amalgamando. Stiamo preparando l’incontro, cercando di dire al gruppo le cose giuste, nella giusta quantità. Dire oggi 100mila cose che ci balzano nella testa rischia solo di creare confusioni e di non vederne applicata nemmeno una. Quindi trascorriamo un’ora in campo e poi otto in sala riunioni per capire come parlare con i ragazzi. Fare l’allenatore è complicato, farlo in corso ancora di più, ma se ho al mio fianco le persone giuste non ho paura. In più c’è un centro sportivo che ti fa venir voglia di lavorare, che tanti club di A ci invidiano”.
Ancora nessun indizio però sull’idea di gioco dell’ex centrocampista della Roma: “Ho un piccolo vantaggio sugli avversari e voglio tenermelo. Tra di noi sappiamo benissimo qual è stato il lavoro di Venturato, un allenatore riconoscibile per il suo calcio, fatto in maniera grandiosa a Cittadella per tanti anni. Cambieremo qualcosina, ma ci teniamo un piccolo segreto in tasca. Ciò che posso dire è che voglio serietà e intensità negli allenamenti. Due cose imprescindibili su cui non posso chiudere occhio. Ieri (martedì) i ragazzi andavano ai duemila all’ora e ho dovuto frenarli. Quello che chiedo è coraggio senza palla, con la palla o quando si deve aiutare un compagno in difficoltà. Vorremmo tirare fuori qualcosa di originale e fruttuoso. Se riuscissi nel trasmettere ai giocatori la fase combattiva e battagliera quando siamo senza palla e quella pensante quando l’abbiamo sarebbe importante”.
“La Spal – prosegue Ddr – è un club di lotta, come la sua curva. Qui sono venuto una volta da calciatore ma sono rimasto in panchina. Ma in quella circostanza ho vissuto un’atmosfera che prima non conoscevo. Non pensavo che ci fosse questo calore e nemmeno questa spinta durante ogni partita. Nell’ultimo periodo ho guardato molta Serie B e notavo diversi stadi vuoti e poco caldi, tranne due o tre che erano sempre indemoniati. E tra questi c’era il ‘Mazza’. È un motivo in più per fare bene, sapere di dover giocare per qualcuno che non dorme alla notte per il risultato è davvero importante. Ho passato il 90% del mio tempo dentro lo stanzino a studiare il Cittadella e ho solo fatto due passi per Ferrara, ma mi hanno sempre detto essere vivibile e civile. A Roma mi saltavano addosso per fare le foto, qui mi chiedono il permesso (ride, ndr). Penso che potremmo stare bene insieme“.
Alla Spal, De Rossi ritroverà anche Salvatore Esposito, che aveva potuto conoscere da vicino durante gli stage del ct Mancini, di cui era capo match analyst in Nazionale: “L’ho conosciuto mesi fa, è stato uno dei più che mi è balzato all’occhio. Tant’è che quando immaginai la mia prima tappa da allenatore, che fosse qui o altrove, l’avrei voluto con me. L’avrei chiesto. Per me è il futuro della Nazionale. Il fatto che sia in quel giro lì e che chi lo convoca sia uno dei maggiori scopritori di talenti, nonostante giochi in un club di Serie B, vuol dire che ha qualcosa di diverso da altri. È il giocatore più importante che abbiamo. Ma in questi giorni a Ferrara sono rimasto colpito anche da altri giocatori che conoscevo meno”.
Per Joe Tacopina, l’arrivo del suo ‘pupillo‘ giallorosso rappresenta uno dei passaggi più importanti della sua vita da presidente: “Nei miei tredici anni di carriera nel calcio italiano non sono mai stato così felice di presentare il nuovo allenatore come lo sono oggi. Daniele è un mio caro amico e sono sicuro, oltre che convinto della nostra scelta. L’ho sempre stimato, siamo sempre rimasti in contatto ed ero sicuro che avrebbe avuto un futuro come questo. Quando concluse il corso a Coverciano, dissi che un giorno o l’altro sarebbe diventato allenatore di un mio club. In sé ha un mix unico essendo leggenda dello sport, ma anche un fuoriclasse e una persona ammirata e rispettata in tutto il mondo. È un leader nato, un predestinato”.
“De Rossi – racconta l’avvocato – ha una leadership innata e una grandissima fame di vittoria, di ottenere successi. È la persona adatta per noi in questo momento. Quando io, Lupo, Ortoli e Donatelli l’abbiamo incontrato a Roma per chiudere la trattativa, l’abbiamo comunicato alla squadra. Numerosi sono stati i messaggi di felicità e gratitudine da parte del gruppo: una cosa mai vista in passato, che mi ha fatto capire aver intrapreso la strada giusta. Io ancora oggi credo molto in questa squadra, nell’eccellente lavoro che è stato fatto nella costruzione a livello tecnico e umano. È unita, si comporta come una famiglia e penso sia l’ambiente giusto in cui Daniele potrà sviluppare al meglio le sue qualità umane e tecniche. Il nostro obiettivo è portare la Spal più in alto possibile, senza porci limiti. Abbiamo un grande potenziale: ora dobbiamo dare il nostro massimo”.
Il benvenuto al nuovo allenatore è arrivato anche dal dt Fabio Lupo, seduto al suo fianco: “Oggi sono felice che Daniele abbia accettato la nostra proposta per iniziare la sua avventura. Lo sono meno, invece, sapendo che lo stiamo presentando dopo l’esonero di un allenatore, che dal mio punto di vista è sempre un fallimento. Perchè vuol dire che qualche errore evidentemente è stato fatto, da me per primo. Un grazie a Roberto per il lavoro fatto, ma non creiamoci alibi. Ognuno di noi ha fatto meno in qualcosa e le responsabilità sono di tutti, non solo di chi se n’è andato. Ora tutti dobbiamo fare qualcosa in più per consentire a De Rossi di avere il lavoro più facile possibile”.
“Lo abbiamo scelto – precisa il direttore tecnico – per le sue qualità e non per il suo passato. E vorrei che da domani si parlasse del suo presente e del suo futuro, non di quello che ha fatto da calciatore, che resta importante. Abbiamo la convinzione che Daniele sia la persona giusta nel momento giusto. Ha qualità carismatiche e caratteriali, e quando abbiamo parlato di calcio ha dimostrato di avere competenze. Questo, insieme al suo attuale entusiasmo, è la miglior medicina per questa squadra, che attualmente ha bisogno di ritrovare entusiasmo e certezze. Pensiamo che lui sia in grado di darle”.
Ieri (mercoledì 12 ottobre) intanto il sindaco Alan Fabbri ha scritto proprio a De Rossi, che gli ha risposto con un ringraziamento e un pensiero di affetto alla città. “È un piacere dare il benvenuto a un nome importante del calcio italiano che Ferrara sta accogliendo con grande calore e tanta aspettativa – ha affermato il primo cittadino -. Ringrazio anche il presidente Tacopina e mi complimento con lui per averlo convinto a scegliere la Spal”.
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