Le risposte al crollo della gru a Boara potrebbero arrivare dalla ‘scatola nera’. Inizieranno il 24 ottobre le operazioni peritali attorno alla gru crollata lo scorso 17 agosto dopo il nubifragio abbattutosi su Ferrara.
Già ieri i consulenti della procura e quelli di parte si sono recati sul posto per una prima valutazione informale e per valutare le modalità dell’attività di rilevamento.
Attività che inizieranno il 24 ottobre e proseguiranno nei giorni successivi. Una parte fondamentale, non solo ai fini dell’inchiesta – che al momento vede indagate sei persone per disastro colposo -, sarà quella dello smontaggio e della rimozione del manufatto. I pezzi verranno poi conservati, sempre sotto sequestro, in un deposito a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dopo questo passaggio sarà necessari una valutazione di agibilità delle villette sottostanti al braccio meccanico, per capire se le famiglie sfollate possono rientrarvi. In caso affermativo, “faremo subito richiesta per far tornare gli inquilini nelle proprie case”, anticipa l’avvocato Denis Lovison, che assiste gli sfollati insieme al collega Luca Tieghi.
Fondamentale per capire le cause del disastro sarà l’analisi delle strumentazioni di bordo della gru, che registrano e scaricano su un server apposito i movimenti e i livelli di sforzo del macchinario. Una sorta di ‘scatola nera’ che potrebbe diventare a processo il ‘teste chiave’.
I dati verranno esaminati dal perito al quale il tribunale ha affidato ieri l’incarico, il prof. Giulio Ventura, esperto in Ingegneria strutturale, edile e geotecnica, docente al Politecnico di Torino. La sue relazione verrà esaminata nel corso dell’udienza che il gip Danilo Russo ha fissato per il 16 marzo dell’anno prossimo.
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