Cronaca
29 Settembre 2022
Per il consulente della difesa, il volto la vittima riportava segni da colluttazione, e sulla parte posteriore ferite riconducibili a un qualcosa con l'estremità acuminata

Tortura in carcere, il giallo delle lesioni sulla schiena del detenuto

di Daniele Oppo | 3 min

Leggi anche

Carabiniere picchiato in Gad. È caccia agli aggressori

Un carabiniere del Nucleo Operativo Radiomobile di Ferrara è stato aggredito e picchiato nel pomeriggio di giovedì 29 febbraio mentre stava camminando lungo via monsignor Luigi Maverna, zona in cui ha sede l'Agenzia delle Entrate, dietro la stazione, in Gad

Cpr, il Ministero non smentisce la costruzione a Ferrara

Il Ministero dell’Interno non conferma quanto detto dal senatore Alberto Balboni sul passo indietro in merito alla costruzione di Centro di permanenza per i rimpatri a Ferrara. A mettere in imbarazzo la maggioranza è lo stesso sottosegretario del Viminale, Emanuele Prisco, in quota Fratelli d’Italia

Avvelenò la madre col tè. La Corte d’Assise dispone un’altra perizia

La Corte d'Assise del tribunale di Ferrara ha disposto una nuova perizia psichiatrica su Sara Corcione, la 39enne accusata di omicidio premeditato aggravato dal vincolo di parentela per aver assassinato sua mamma, la 64enne Sonia Diolaiti, avvelenandola nel suo appartamento di via Ortigara

Mitraglietta rubata ai carabinieri. La cercano anche i sommozzatori

Altra giornata di ricerche senza esito per la mitraglietta M12 e le relative 170 munizioni rubate a una pattuglia dei carabinieri nella serata di lunedì 26 febbraio a San Nicolò, mentre i militari, impegnati a sedare una lite in famiglia, avevano lasciato il loro veicolo chiuso e in sosta a bordo strada

Sbattuta contro il finestrino e violentata. Una perizia per il suo aggressore

Ci sarà bisogno di una perizia psichiatrica per sapere se il 25enne italiano, accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza, all'epoca dei fatti 13enne, era capace di intendere e di volere in quegli attimi in cui, mentre si trovavano entrambi a bordo di un treno regionale, lungo la linea Ferrara-Codigoro, lui l'avrebbe sbattuta contro il finestrino, strusciandosi contro di lei e mimando un rapporto sessuale

Lesioni al volto e al collo, compatibili con una colluttazione. Lesioni alla schiena compatibili con l’impatto con un oggetto con un’estremità acuminata, ma non con il ferro di battitura.

Sono le conclusioni a cui è giunto il prof Mauro Martini, medico legale e consulente nominato dall’avvocato Alberto Bova, difensore di Geremia Casullo e Massimo Vertuani, i due poliziotti penitenziari a processo per aver torturato, queste l’ipotesi accusatoria, il detenuto Antonio Colopi il 30 settembre del 2017 durante un’ispezione nella sezione nuovi giunti dell’Arginone.

Martini ha analizzato delle foto fornitegli dal legale e in base a quelle ha provato ad analizzare l’origine delle lesioni riscontrate sul corpo di Colopi (parte civile assistita dall’avvocata Paola Benfenati).

Chiare, come detto, quelle al volto e al collo: “Sono contusive e stanno molto bene con una colluttazione, in particolare con pugni e graffiamenti da unghie, dunque uso delle mani”. In base a ciò si può dire con una discreta sicurezza che il detenuto sia stato colpito al volto su entrambe le orbite oculari e graffiato al collo. Da chi e in quale contesto sta al processo stabilirlo.

Meno chiara l’origine delle lesioni alla schiena: tre quelle individuate nella consulenza da Martini, che sono salite almeno a cinque in udienza ieri, davanti al collegio giudicante presieduto dalla giudice Piera Tassoni, con la visione di fotografie a risoluzione molto maggiore e più nitide fornite dalla pm Isabella Cavallari. Per il medico legale la conformazione della lesione con un’area centrale che presenta la cute intatta porta a concludere che l’impatto sia avvenuto con l’estremità acuminata di un oggetto non meglio identificato, ma non a sezione rotondeggiante o circolare, come è invece in generale il ferro di battitura, che secondo l’accusa – e secondo il racconto della parte offesa – sarebbe stato usato per picchiare il detenuto. “Potrebbe essere uno spigolo, ad esempio”, ha spiegato il consulente che ha escluso in ogni caso, o almeno lo ha considerato poco probabile, che quel tipo di lesioni sia stato autoinferto da Colopi.

Prima di lui sono state chiamate a testimoniare un’infermiera e la medica Giada Sibahi, già sentita e che racconto di essere rimasta scossa dopo aver visto in che condizioni versava Colopi in cella. Le loro testimonianza servono soprattutto per chiarire la posizione di Eva Tonini, la terza imputata di questo processo (assistita dall’avvocato Denis Lovison), accusata di aver scritto il falso nelle comunicazioni infermieristiche e dichiarato il falso ai carabinieri nel Nucleo investigativo nel tentativo di aiutare Casullo, Vertuani e Licari (terzo poliziotto, già condannato in abbreviato) e sviare le indagini nei loro confronti. L’infermiera ha dichiarato di aver letto verso le 11,30 del 30 settembre (i fatti oggetto del processo sono precedenti alle 9) un’annotazione sul diario infermieristico effettuata da Tonini sul fatto che Colopi, durante il giro delle terapie al mattino, fosse “polemico, rivendicativo, trovato che sbatte violentemente la testa sul blindo, continua lo sciopero della fame”. Annotazione non letta e non conosciuta dalla dottoressa, che ha riferito di aver sentito la storia della testa sbattuta contro il blindo solo giorni dopo e da voci di corridoio.

 

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com