Le misure regionali per la riduzione della popolazione di daini nelle pinete di Classe (Ravenna) e Volano (Ferrara) danno attuazione alle linee guida dell’Ispra, l’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale, elaborate fin dal 2013. E la presenza dei lupi, naturali predatori, per ora non è sufficiente per evitare l’intervento umano.
A dirlo è l’Ente Parco Delta del Po, che interviene così in merito alle forti polemiche scatenate dalla rete di associazioni che si sono schierate contro il piano regionale, promuovendo anche una raccolta firme.
Un piano – datato 2021 – che riguarda i territori direttamente gestiti dalla Regione e quelli di competenza del Parco del Delta stesso
“Occorre tener presente che il territorio di competenza dell’Ente Parco – spiega lo stesso ente – rappresenta oltre il 90% delle aree occupate dal daino nella pianura dell’Emilia-Romagna. Quindi solo il restante 10% è di competenza della Regione Emilia-Romagna. Va precisato che il numero di daini presenti nell’area non di competenza dell’Ente Parco – quindi si sta parlando del 10% del totale – è tale da consentire alla Regione di spostare gli animali in altre zone del territorio, rispettando quindi il limite di 30 capi imposto da Ispra per il trasferimento in natura di questa specie esotica. Questo non è possibile, invece, per quanto riguarda il ben più vasto territorio di competenza dell’Ente Parco, dove il trasferimento di soli 30 esemplari non avrebbe avuto alcun effetto nella riduzione numerica prevista dagli strumenti nazionali e regionali. Pertanto, a parità di contenuti del Piano approvato, che permette anche il trasferimento verso allevamenti non a scopo amatoriale, l’Ente Parco non aveva alcuna alternativa alla scelta di dare questa destinazione agli animali catturati”.
“Le ragioni dell’intervento – afferma ancora l’Ente Parco -, oltre che riconducibili all’inevitabile riequilibrio naturalistico (quando si tratta di contenere lo sviluppo di specie esotiche), sono prioritariamente legate alla necessità di salvaguardare la flora e la vegetazione delle pinete e praterie naturali in cui il nucleo è insediato, che hanno già mostrato gravi segnali di sofferenza dovuti all’eccessivo pascolamento. La presenza del lupo, costantemente monitorata dall’Ente Parco, è indubbiamente un elemento qualificante e che aiuterà nel controllo della popolazione, ma i numeri di partenza del nucleo di daini sono tali da non permettere un riequilibrio solo grazie alla predazione naturale”.
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