Non è passato (15 voti contrari su 24) l’ordine del giorno presentato da Partito Democratico, Azione Civica e Gente A Modo per “lanciare un segnale politico molto forte” sulla carenza di organico all’ospedale Sant’Anna e impegnare il sindaco, la giunta e la Ctss a chiedere più risorse e attenzione al Governo e alla Regione per rispondere alle criticità della sanità ferrarese.
La questione è arrivata in aula consiliare dopo la richiesta univoca di Cgil, Cisl e Uil nei giorni scorsi, dopo la denuncia relativa alla mancanza di oltre 150 operatori sanitari a Cona con inevitabili ripercussioni sulla qualità e sulle tempistiche dell’assistenza sanitaria.
A bocciare la proposta è stata la maggioranza con una presa di posizione di cui si è fatto portavoce il consigliere Francesco Carità di Ferrara Cambia, che ha definito l’odg “tendenzioso” nei confronti dell’amministrazione, nonostante la precisazione – pochi minuti prima – della consigliera Caterina Ferri, con cui è stata sottolineata la volontà dell’opposizione di “non criticare l’operato della giunta” sul tema.
“Queste problematiche – ha affermato Carità, che in extremis ha anche tentato di far emendare l’atto in modo tale da inserire il riconoscimento del lavoro svolto dall’amministrazione e votare favorevolmente, senza però riuscirci per motivi legati al regolamento comunale – è già da qualche anno che sono note e chi non lo sa nasconde la testa sotto la sabbia. Il sindaco e la giunta non hanno bisogno di impegnarsi perché l’impegno è già stato preso da qualche anno. I consiglieri d’opposizione sanno benissimo che questo tema è di competenza esclusiva dell’assemblea regionale e quindi chiedo a loro se il Pd ha avuto qualche colloquio con la capogruppo regionale Zappaterra, l’assessore Donini o il governatore Bonaccini”.
Unica ad astenersi dalla votazione è stata Anna Ferraresi, capogruppo del Gruppo Misto che, dopo aver puntato il dito contro il sindaco Fabbri poiché assente al momento della discussione, così come il resto della giunta, ad eccezione dell’assessore Coletti, ha chiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale alla presenza di Cgil, Cisl e Uil e della direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cona, al fine di “verificare, verbalizzare e fotografare quella che oggi appare una gravissima situazione”.
“Il sistema sanitario nazionale – ha spiegato la consigliera – ha bisogno di alleati che lo difendano davanti al continuo depauperamento a cui è stato sottoposto in questi anni. Il Consiglio comunale ha l’obbligo e il dovere di verificare la grave situazione nel rispetto della cittadinanza ferrarese che merita di essere consapevole e ben informata rispetto allo status quo dell’ospedale di Cona per evitare situazioni di conflitto tra gli utenti e gli operatori sanitari“.
Pochi minuti prima della bocciatura è arrivato anche l’auspicio di Tommaso Mantovani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, che si era augurato che l’ordine del giorno non rimanesse fermo, ma che “andasse ben oltre l’aula consiliare, arrivando sia alla Provincia che alla Regione” per evidenziare come i tagli alla sanità pubblica “non siano parte di uno stato che si professa civile“.
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