Attualità
26 Giugno 2022
In una lettera tutto il dolore della famiglia per la lettura a processo di stralci del libro di Petrini: “Lo si offende perché tanto non può difendersi”

Denis Bergamini, i nipoti: “Fango su nostro zio”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Pfas, il veleno invisibile nell’acqua: un incontro per conoscere e prevenire

Per capire come prevenire la contaminazione da Pfas, i gruppi territoriale e consiliare del Movimento 5 stelle hanno organizzato un incontro dal titolo “Acque contaminate: contro l’inquinamento da pfas per un ambiente sostenibile”, che si terrà venerdì 9 maggio nella sala refettorio di via Boccaleone 19

Andrea, Alice e Denis Bergamini Dalle Vacche. Sono loro, i nipoti di Denis Bergamini, il calciatore argentano ucciso nel 1989 in provincia di Cosenza in circostanze oggetto oggi di un processo per omicidio a carico della sua ex compagna, Isabella Internò, a firmare una lettera contro il “fango” che proprio in aula è stato gettato di lui.

Fango arrivato dalla lettura in aula, fatta dalla difesa dell’imputata, nonostante la veemente opposizione dell’avvocato Fabio Anselmo, di stralci del libro “Il calciatore suicidato” di Carlo Petrini mentre veniva escusso il massaggiatore del Cosenza, Giuseppe Maltese (che peraltro ha riferito di non aver mai detto certe cose a Petrini e di non averlo querelato solo perché sapeva che stava molto male).

“Siamo una famiglia per bene e nostro zio era un ragazzo integerrimo. Serio e che amava la vita. Così abbiamo imparato a conoscerlo da nostra madre e dai nostri nonni – scrivono i nipoti di Denis nella lettera pubblicata sulla pagina Facebook di Donata Bergamini -. Quel che ben sappiamo del libro di Petrini è che ha arrecato tanto dolore a nonno Domizio ed a nostra madre. Fango costruito ad arte mescolando cose vere ad altre assolutamente false. Giocatori, amici di nostro zio ed altri coinvolti in quell’opera si arrabbiarono moltissimo ed unanime fu il giudizio sulla ‘verità’ di quanto scritto. Ora si vuole mettere in discussione il valore di tutte le testimonianze raccolte durante le indagini e confermate fino ad ora in decine di udienze da centinaia di testimoni leggendo loro il ‘riassunto’ interpretato dall’autore di pseudo interviste. Di chiacchierate in libertà. Da bar”.

“Per fare questo si parla di Denis in modo inaccettabile. Malato di sesso quando la stessa persona che ne avrebbe parlato ha dichiarato sotto giuramento che Denis Bergamini era estremamente riservato, che non parlava delle sue questioni private – dicono i nipoti -. Si dice che Denis era un coglione. Lo si offende perché tanto non può difendersi”.

Per la famiglia, invece, “quel che ci ha sempre detto nostra madre è che Maltese non era certo il suo migliore amico e quel che ha detto lo conferma. Avrebbe detto che sarebbe andato via da Cosenza per il dolore per la scomparsa di Bergamini e l’amarezza per il fatto che la verità sulla sua morte non interessava nessuno, giocatori e tifosi compresi. Solo lui voleva scoprire la verità. Nulla di più falso. Sono parole di un mitomane che servono a definire una vera e propria operazione sciacallaggio ai danni di un morto ammazzato e della sua famiglia”.

“Nostra madre oramai non riesce più a sopportare il peso di questo processo. Il dolore di 32 anni di battaglie e quanto sta accadendo in questi giorni l’hanno schiantata – prosegue la lettera -. Ma se aveva avuto la forza di arrivare fino a qui il merito è stato soprattutto dei compagni di squadra di suo fratello e, tanto, dei tifosi del Cosenza che l’hanno coperta di vero e proprio amore ed hanno sempre contribuito a mantenere viva la memoria di Donato. Noi pensavamo che il processo fosse fatto di atti giudiziari non di libri densi di falsità e pettegolezzi o, peggio, accuse infamanti. Avremmo dovuto allora scriverne pure noi uno. Non possiamo permetterci tutto questo. Denis Bergamini viene cosi ucciso una seconda volta e Donata Bergamini non è in grado di sopportare tutto questo”.

“La nostra famiglia ha sbagliato a non querelare Petrini ma non siamo avvocati e non sapevamo che questo avrebbe promosso la verità la menzogna cinica e calcolatrice – concludono i nipoti di Denis, con non poca amarezza -. Ringraziamo il nostro avvocato ma ora dobbiamo chiederci se non sia il caso di abbandonare questo processo che ora si sta svolgendo in questo modo. Chiediamo perdono a nostro zio che non meritava certo tutto questo”.

 

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com