di Lorenzo De Cinque
“Democrazia liberale contro Autocrazia. Quale futuro per l’Occidente?”. Questa la tematica scelta da Italia Viva Ferrara in un incontro organizzato nella Sala dell’Arengo assieme al deputato ferrarese Luigi Marattin e al professor Paolo Pombeni, ordinario della scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.
“Spesso si riduce il concetto di democrazia dove ci sono elezioni”. Così ha esordito Pombeni che in una mini lectio magistralis si è ricollegato al più profondo significato di democrazia, intesa come “sistema che organizza il popolo attraverso canali di rappresentanza, i quali conferiscono potere a istituzioni che, in dialettica tra loro, gestiscono la scelta del modo di governare”.
Ma andando a vedere ciò che oggi la democrazia ha perso c’è sicuramente il senso del “votare un programma” oltre alla demonizzazione dell’idea di “dover negoziare” che, secondo il professore, ha portato alla “distruzione dei criteri di selezione della classe politica e ha incentivato un’idea di elezioni concepite come mega referendum tra angeli e demoni”.
Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si è ricollegato lo stesso Marattin, il quale ha messo in evidenza come “dopo il crollo del muro di Berlino, è arrivata la politica come reality show in cui ci si organizza per curve ultrà”. Ma il deputato, soprattutto dopo le ultime amministrative, sembra ottimista nell’affermare che “effettivamente il Paese sembra mostrare segni di superamento della sbornia populista”.
Argomento toccato più volte dai relatori è stata sicuramente la scuola. Per l’onorevole, l’attenzione è da concentrare sui “tre milioni di ragazzi sotto i 24 anni che non studiano e non lavorano e che saranno il flusso elettorale dei prossimi 50 anni”. Il professor Pombeni, a riguardo, ha rilanciato un’azione della politica volta a “riaccendere una rivolta ideale nei giovani e soprattutto dare un indirizzo e fare un discorso complessivo attorno alla scuola”.
Presente all’iniziativa anche Alberto Bova (Ferrara in Azione) che si è espresso sulla “mancanza di valori e ideali che porta a non analizzare i problemi degli altri, come per l’Ucraina per cui ci sono persone che preferirebbero che si arrendesse in modo tale che non si alzi la bolletta”. Altra tendenza da combattere, come sottolineato da Marattin, è il fascino per “il modello di Putin, che attrae soprattutto se il nostro sistema democratico non è competitivo ed efficiente”. Una frecciata a tal proposito arriva da Stefano Mazzetti, coordinatore regionale di Italia Viva, il quale ha sottolineato come “mentre a questo tavolo sappiamo da che parte stare, altri hanno dubbi”.
Guardando anche alle future competizioni elettorali, Marattin intende rivolgersi ad uno “spazio di elettorato che non intende ragionare per curve ultrà e che cerca un progetto di società”. Ma c’è di più, perché sul tema alleanze il deputato ferrarese si sbilancia affermando come “non mi arrenderò nell’obiettivo di mettere insieme a un tavolo Italia Viva e Azione”. E se sul Pnrr, l’onorevole boccia l’attuale Amministrazione comunale, sulle elezioni del 2024 non le manda a dire neppure ai vecchi compagni di partito che avverte: “Se qualcuno pensa che le elezioni del 2019 siano state uno spiacevole incidente di percorso per poi ricominciare da dove ci si era lasciati, allora tanti auguri perché a Ferrara noi costruiremo un’alternativa”.
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