Riccardo Cavicchi se ne va da Cna sbattendo la porta. L’ormai ex presidente dell’Area territoriale di Ferrara indice una conferenza stampa per annunciare pubblicamente le sue dimissioni da ogni ruolo dirigenziale in Cna, una decisione presa il 18 maggio ma ufficializzata solo ora.
Perché il 18 maggio? Perché è il giorno in cui si sono aperte le buste del Bando per la Promozione e commercializzazione turistica di Ferrara indetto dal Comune di Ferrara.
“In vista delle elezioni del nuovo cda del Consorzio di Promozione Turistica ‘Visit Ferrara’ – ricostruisce Cavicchi -, in accordo con il presidente ed il direttore provinciale Cna Davide Bellotti e Diego Benatti, si decideva il mio ritorno all’interno del cda stesso per verificare le possibilità di rilancio del Consorzio, anche a tutela degli interessi delle aziende Cna socie di Visit Ferrara”.
Cavicchi aggiunge che “questo ruolo di “tutela” prevedeva anche la possibilità di partecipare alle riunioni della costituenda Ati (capofila Visit Ferrara assieme ad Itinerando, Link Tours e Strada dei Vini e dei sapori) che avrebbe partecipato al bando per la Promozione e commercializzazione turistica di Ferrara indetto dal Comune e, nel caso di vittoria, ai successivi atti gestionali”.
A questo punto Cavicchi svela il ‘retroscena’: “Nulla faceva supporre che lo stesso Bellotti stesse lavorando per una cordata alternativa”. E il 18 maggio, quando viene rivelato il vincitore del bando, si scopre che ha partecipato, ed ha vinto, un’altra Ati con capofila la società Dinamica assieme a Po Delta Tourism e Cogetour, facenti riferimento a Davide Bellotti, Elite Division e Studio Borsetti”. Le prime tre aziende, Dinamica, Po Delta Tourism e Cogetour sono inoltre socie di Visit Ferrara.
“Se, dal punto di vista legale – continua Cavicchi – la partecipazione è legittima, non lo è certo dal punto di vista deontologico e se questo comportamento è tenuto dal presidente dell’associazione della quale sono dirigente ovvio che la mia decisione non poteva che essere il presentare le dimissioni immediate ed irrevocabili da qualunque ruolo dirigenziale in Cna”. E questo è ciò che ha fatto lo stesso 18 maggio.
Le dimissioni vengono annunciate pubblicamente solo oggi perché, “essendoci il bando in corso, non ritenevo corretto farlo prima dell’esito finale”.
“Ovvio che la mia amarezza per vedere anteporre interessi veniali a quelli delle aziende Cna socie di Visit, senza che nessuno lo sapesse e dichiarando che non avrebbero ostacolato la partecipazione del Consorzio, è stata talmente grande da non poter ipotizzare scelta diversa da quella fatta”.
“Cna – conclude – è un mondo di imprese ampio, articolato e di grande valore che, a mio parere, non merita di essere diretto in questo modo e con queste logiche, le stesse che, quando adottate da altre associazioni, sono state da me prontamente criticate”.
Non si fa attendere la replica di Cna, che fan presente di aver “immediatamente respinto” le dimissioni di quel 18 maggio. Per ricucire lo strappo l’associazione aveva anche chiesto un incontro allo stesso Cavicchi, “con l’obiettivo di chiarire la situazione che si era creata. Tutto ciò in considerazione del contributo importante che per molti anni Cavicchi ha dato alla vita associativa di Cna, ma anche e soprattutto per rispetto delle regole democratiche da cui è regolata la vita associativa di Cna, e dei soci che applicano tali regole con scrupolo e serietà”.
Dal canto suo, Cavicchi “non si è reso disponibile ad alcun incontro, e si è limitato a confermare le proprie dimissioni per iscritto e con posta certificata”.
Quanto alle motivazioni indicate da Cavicchi alla stampa, “sottolineiamo che l’associazione non può e non vuole intervenire nella libera competizione tra le imprese socie e non socie. In particolare, non può e non vuole impedire ad alcuna impresa di partecipare nel modo che ritiene più opportuno, purché in modo regolare e a termini di legge, a qualsiasi gara d’appalto”.
Anche perché “sottolineiamo che intervenire nella scelta di un’azienda in merito alla partecipazione o meno a gare d’appalto potrebbe addirittura configurare un reato di turbativa in cui Cna certamente non intende incorrere”.
Cna aggiunge poi che a Riccardo Cavicchi “non è stato mai conferito alcun mandato di rappresentare cna all’interno del consiglio di amministrazione di Visit Ferrara, che è un consorzio di aziende private. Tanto è vero che, giustamente, né Cavicchi né gli altri membri del cda si sono mai confrontati con la nostra associazione per la definizione dell’Ati che doveva partecipare alla gara d’appalto in questione”.
Lo stesso vale per l’altra Ati ferrarese, di cui fanno parte Po Delta Tourism e Co.Ge.Tour, “società chiamate in causa da Riccardo Cavicchi nella propria dichiarazione alla stampa”.
A questo proposito, Cna sottolinea un ultimo punto: “nella propria dichiarazione ai media Riccardo Cavicchi sostiene che Po Delta Tourism e Co.Ge.Tour «fanno riferimento a Davide Bellotti», presidente provinciale di Cna Ferrara. In realtà, Davide Bellotti non ha alcun incarico formale nelle due società. In ogni caso, esse devono essere pienamente legittimate a operare – come ogni altra società regolarmente presente sul mercato – partecipando ad appalti pubblici o gare private, nel pieno rispetto del diritto alla libera concorrenza”.
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