C’è il dato relativo alle spese per il personale comunale dipendente al centro delle perplessità sul bilancio consuntivo sull’esercizio 2021 espresse da Roberta Fusari, capogruppo di Azione Civica, che sottolinea come “dal 2019 al 2021 siano passate da 42,8 a 37,7 milioni di euro”.
Oltre cinque milioni di differenza che per la consigliera sono sintomatici delle difficoltà denunciate dagli uffici amministrativi e dai cittadini ferraresi durante l’ultimo periodo: “Siamo sempre stati molto critici su com’è stata fatta la riorganizzazione della macchina comunale. Oggi le problematiche più evidenti sono negli uffici tecnici e nei Servizi Demografici, ma quello che mi allarma di più è legato agli investimenti presenti nel bilancio, tantissimi soldi anche per via del Pnrr”.
“A Ferrara – sottolinea Fusari – ci sono oltre 58 milioni di spese per i cantieri in corso, ma diverse ditte hanno denunciato problemi nel reperimento materiali. Il risultato è una immensa mole di lavoro ferma, che ancora si deve concludere. Mi chiedo come possa un’amministrazione comunale fare economie sulla macchina amministrativa, sapendo delle opportunità fornite da quest’occasione unica e della quantità di opere in corso”.
La capogruppo di Azione Civica spiega: “In questi anni sono stati fatti cinque milioni di economie, che sono la spiegazione dei malfunzionamenti e delle problematiche che si vedono. I servizi sono sempre più in difficoltà perché ormai sono molto depauperati. Stiamo parlando di lavoro e di persone. Il Comune non sta dando servizi di base e se il primo compito di un’amministrazione deve essere questo, attualmente stiamo attraversando un momento di difficoltà“.
Le fa eco Francesco Colaiacovo, capogruppo del Partito Democratico, sottolineando i problemi dello Sportello Unico Edilizia: “A febbraio 2021 avevo avvisato la giunta e il sindaco che la struttura comunale non ce l’avrebbe fatta a sostenere il monte lavoro conseguente al decreto 110% emanato a maggio 2020. Solamente dopo due anni dall’emanazione e dopo un anno e mezzo dalla mia sollecitazione, il vicesindaco Lodi ha preso coscienza di quanto stava accadendo. Potete immaginare nel 2021 quale inferno sia stato per le imprese interfacciarsi al Sue. Non è una banalità e nemmeno una questione burocratica. È un problema che castra le ali alla ripresa economica, considerato quanto sia importante il comparto edile come volano”.
Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Fornasini, assessore al Bilancio: “Secondo un report del 2021, nel 2019 eravamo il Comune capoluogo peggiore per quel che riguarda il rapporto tra le spese per il personale e le entrate. Un dato difficile da affrontare che ci imponeva un bilancio molto rigido. Dal 2009 al 2019 – aggiunge – c’era la regola del blocco del turnover, che successivamente è stata sostituita nel maggio 2020 con l’incomprensibile valore soglia, che ci ha impedito di assumere di più di quello che avevamo fatto”.
“Era la norma stessa che non ce lo consentiva – conclude l’assessore – e a quel punto abbiamo fatto una scelta politica, obbligata dalla normativa di riferimento. Nel 2019 avevamo 32 dirigenti. Oggi, Ravenna che è un po’ più grande ne ha 14, Forlì che è più o meno come noi ne ha 12. Noi partivamo da quel dato lì, che ancora il Partito Democratico continui a difendere l’indifendibile, continuo a non comprenderlo”.
Al termine della discussione, la delibera è passata con 18 voti favorevoli e 10 contrari.
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