Al via il progetto per monitorare i lupi nel Ferrarese
Il Comune ha aperto una sezione web dove scoprire il progetto, scaricare i materiali informativi e accedere direttamente al modulo di segnalazione per gli avvistamenti
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Sta per partire in via sperimentale il progetto “Non farla fuori“, un “primo passo” – così lo definisce il vicesindaco Nicola Lodi – per tentar di risolvere il problema della movida in piazza Verdi, dopo le segnalazioni di 70 famiglie, che vivono nelle vie Camaleonte, Carri, Castelnuovo e Ghiara, stanche di vedere i muri e le porte delle loro case trasformate in “pisciatoi“.
Nello specifico, predisposta dal Comune di Ferrara, tramite un protocollo d’intesa con il Laboratorio Aperto ex Teatro Verdi, l’iniziativa prevede l‘apertura serale dei servizi igienici per i fruitori dell’area.
La messa a disposizione riguarda due bagni (uno per gli uomini e uno per le donne) di circa 3,5 mq l’uno, individuati all’interno dell’ex Teatro Verdi e accessibili da via Camaleonte, che saranno aperti al pubblico nelle giornate di mercoledì, venerdì e sabato dalle 22.30 all’1.30 di notte.
L’utilizzo sarà gratuito e saranno previsti anche servizi di vigilanza con due operatori e di pulizia, con presidio costante di un operatore per l’igienizzazione degli spazi dedicati.
“È un progetto sperimentale – sottolinea Lodi – perchè abbiamo bisogno di capire se funzionerà o meno. Fra qualche mese poi faremo un bilancio dell’attività e sapremo com’è andata. Se il progetto otterrà riscontri favorevoli, ne lanceremo uno più strutturato. L’importante era partire con un’idea che fosse chiara e importante, così come è fondamentale che tutti si comportino in maniera responsabile e decorosa degli ambienti”.
Un appello lanciato anche da Alessandro Balboni, assessore ai Rapporti Unife: “Il problema della piazza è un problema complesso che tocca temi come il decoro, la pulizia e l’umore dei cittadini, per cui è necessario dare risposte complesse. La prima arriva oggi e s’inserisce in un percorso che ci accompagnerà verso una soluzione, favorendo il dialogo civile tra i residenti e un comunità universitaria da 27mila studenti. Per farlo servirà la collaborazione da parte dei ragazzi. Noi faremo la nostra parte, ma è necessaria anche la civiltà e la comprensione delle delicatezze che implica un contesto storico e popoloso come piazza Verdi”.
A raccogliere l’invito, Gianpaolo Zurma di Azione Universitaria Ferrara, già rappresentante del Consiglio degli studenti, che evidenzia come gli studenti universitari siano “il cuore pulsante della città di Ferrara“, prima di affermare che “l’obiettivo è mantenere il decoro della piazza, sicuri che questo sarà il primo passo per tenerla pulita e sicura, nella consapevolezza che sarà un tema da sviluppare in futuro“.
Presenti anche Silvestro Delle Cave e il professore Stefano Zambon, tra i promotori dell’esposto inviato a sindaco, questore, prefetto e comandante a nome dei comitati dei residenti, soddisfatti perché “finalmente si va nella direzione giusta“.
Il periodo sperimentale avrà un costo tra i 3.500 e i 4mila euro al mese per il Comune di Ferrara e durerà fino a fine luglio.
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