Economia e Lavoro
7 Maggio 2022
Cgil e Uil dichiarano 24 ore di astensione dal lavoro in tutto il sito produttivo per lunedì 9 maggio, quando inizierà lo spegnimento del cracking di Porto Marghera

Petrolchimico. I lavoratori passano ai fatti: è sciopero generale

di Daniele Oppo | 3 min

Leggi anche

Cidas chiude il 2023 con un bilancio da record

Settecento socie e soci, 1.657 lavoratori al 31 dicembre 2023 (oggi sono già oltre 1900) di cui il 78,2% sono donne. Si parte da questi numeri per definire il bilancio 2023 in positivo di Cidas e si arriva a un fatturato di 68.495.560 € in crescita del 10,42% rispetto all'anno precedente e un utile di 417.017 €. È il miglior risultato nei 45 anni di attività

Telestense in crisi. I dipendenti incontrano il Prefetto

Giornalisti, tecnici e settore commerciale-amministrativo di Telestense in presidio davanti alla Prefettura di Ferrara venerdì 21 giugno alle 10 ma anche un incontro con il prefetto Massimo Marchesiello "per illustrare la preoccupante situazione in cui versa l’emittente tv locale privata della nostra città"

Tecopress. C’è ancora un domani

Si apre uno spiraglio sul futuro dello stabilimento e dei lavoratori della Tecopress di Dosso di Sant’Agostino. Sira Group, della famiglia Gruppioni, entra in campo e nasce la nuova compagnia SirTec (tra Sira e Tecopress), con una proposta di affitto per lo stabilimento e l’impegno vincolante all'acquisto

Hera. Accordo con i sindacati, salta lo sciopero

Un "Patto del Buon Lavoro" tra Hera e le Segreterie Nazionali delle sigle sindacali (Filctem e FP Cgil, Femca, Fit e Flaei Cisl, Uiltec e Uiltrasporti Uil, Fiadel e Cisal Federenergia). Un patto, dicono da Hera, che "chiude una lunga vertenza e sancisce la nascita di una fase innovativa nelle relazioni industriali e di un modello partecipativo"

Tutto il Petrolchimico di Ferrara è chiamato allo sciopero generale per tutta la giornata di lunedì 9 maggio, lo stesso giorno in cui Eni inizierà le operazioni di spegnimento definitivo del cracking di Porto Marghera.

La decisione di è stata ufficializzata da Cgil e Uil provinciali di Ferrara, insieme alle categorie dei chimici, metalmeccanici, logistica e dei servizi.

Lo sciopero verrà accompagnato da una manifestazione davanti alla portineria est del sito produttivo, dalle 8 alle 12,30.

La mobilitazione arriva anche su impulso di un forte mandato ottenuto dai sindacati nel corso delle assemblee tenutesi giovedì e venerdì con i lavoratori giornalieri e con i turnisti (che sciopereranno dalle 6 del 9 maggio alle 6 del 10 maggio).

Il motivo che più preoccupa sindacati e lavoratori è che non vi sono garanzie sulla continuità e qualità della fornitura di materia prima che alimenta gli impianti produttivi di polietilene e gomme (impianti F X e GP 26/27 di Versalis) e di polipropilene (impianti F24 e MPX di Basell), fino ad oggi garantita dal cracking.

“Secondo quanto dichiarato da Eni – osservano i sindacati nella comunicazione di sciopero – già un anno fa si sarebbero dovute realizzare operazioni concrete per rinforzare le strutture logistiche e garantire così la continuità delle forniture, in quantità e qualità, delle materie prime destinate ai siti di Mantova e Ferrara. Peccato che nel comunicato stampa di inizio maggio la stessa azienda abbia dichiarato che gli investimenti per quelle operazioni non sono stati ancora realizzati. Le forniture dunque saranno ‘garantite’ con le stesse modalità già sperimentate nel 2014, in occasione di una prima cessazione di attività del cracking (poi riavviato) e che avevano creato problemi di continuità produttiva e di qualità dei monomeri inviati via pipeline, da navi in arrivo nel porto veneziano”.

“Crediamo che oggi sia nostro compito promuovere una iniziativa che contrasti l’abbandono del destino di centinaia di lavoratori diretti e dell’indotto alle decisioni dell’Eni – affermano Cgil e Uil -, che intanto chiude le attività a Marghera e che per il poi promette investimenti come ha fatto negli ultimi 10 anni e che non sono (e dunque presumibilmente non saranno) mai portati a termine”.

Non convincono né le “rassicurazioni” sull’attenzione agli equilibri occupazionali, né “le dichiarazioni ‘bonarie’ delle imprese clienti di Eni come Basell, sembrano essere pervase dallo stesso spirito, ispirato dalla conformazione aziendale multinazionale che eventualmente permetterà di trasferire altrove le produzioni che non si rivelassero più vantaggiose a Ferrara: in entrambi i casi una distruzione di lavoro che si scaricherà sul territorio in particolare sull’indotto”.

“Bisogna mettere in campo il ruolo e la prospettiva del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori – concludonoi sindacati – per la salvaguardia della chimica di base, per una giusta transizione e per la difesa del principale sito produttivo della provincia”.

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com