Addio ad Alessandro Zagni, il motociclista deceduto nel Bolognese
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco
Venticinquemila euro in contanti, da far transitare dalla Caritas alla famiglia della vittima, in cambio del silenzio sulle azioni di don Giuseppe Rugolo, il giovane sacerdote arrestato circa un anno fa a Ferrara e da allora ai domiciliari e oggi a processo davanti al tribunale di Enna.
È quanto la diocesi di Piazza Armerina avrebbe offerto per il silenzio sulle violenze sessuali che il sacerdote avrebbe compiuto tra il 2009 e il 2013 nei confronti di un giovane, che all’epoca dei fatti aveva tra i 16 e i 20 anni.
La circostanza è stata testimoniata da Antonio Ciavola, ex dirigente della Squadra mobile di Enna (ora in servizio a Caltanissetta), sentito per quattro ore nell’udienza di venerdì 29 aprile. Il poliziotto riferito che la proposta venne avanzata dal vescovo Rosario Gisana, ma che il giovane la rifiutò, ritenendola immorale e illecita.
In aula – riporta l’Ansa – sono state lette anche alcune chat a sfondo sessuale intercorse tra Rugolo e alcuni ex alunni della scuola dove per anni ha insegnato, nonché con giovani residenti nel territorio di Ferrara dove il sacerdote era stato trasferito. Secondo gli inquirenti, il modus operandi del giovane prete era teso ad agganciare i giovani in condizione di fragilità psicologica.
“Sentiremo anche la versione del vescovo e dell’avvocato che seguì la trattativa e vedremo quale documentazione in più ci sarà”, commenta l’avvocato Denis Lovison, del foro di Ferrara, componente del collegio difensivo di Rugolo.
“Intanto è stato confermato che nessun materiale pedopornografico è stato ritrovato in nessun dispositivo informatico – prosegue il legale -. Ora aspettiamo di sentire i testi e tra loro il perito informatico. Da rilevare, dato che è stato descritto come un mostro, che lo stesso giorno in cui è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, Ciavola fece un appello nella trasmissione ‘Chi l’ha visto’, su Rai Tre, per invitare chi avesse subito abusi a presentarsi: nessuno si è presentato. E ricordo che non esistono testimoni diretti dei fatti, solo persone alle quali dopo anni è stato raccontato che don Giuseppe avrebbe fatto qualcosa, o meglio, indotto qualcuno a fare qualcosa. Siamo fiduciosi, faremo emergere la verità dei fatti”.
La prossima udienza è in calendario il 7 luglio, quando verrà sentita la vittima, parte civile nel processo.
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