Attualità
23 Aprile 2022
A due mesi dall'inizio dell'invasione russa, il racconto del punto di riferimento degli ucraini in città: "Sono preoccupato per queste famiglie, per i bambini che vivono qui senza i loro papà che sono rimasti là a combattere e lavorare"

Ucraina, padre Verbitskyy: “Tragedia difficile da accettare. Preghiamo per far smettere i bombardamenti”

di Davide Soattin | 2 min

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Ieri - domenica 29 marzo -  una delegazione di Fratelli d'Italia Comacchio ha accompagnato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Claudio Barbaro in una visita sul territorio, con due tappe particolarmente significative: prima la Pineta di Volano, poi le Valli di Comacchio

“Sono preoccupato per queste famiglie, per i bambini che vivono qui senza i loro papà che sono rimasti là a combattere e lavorare. È una tragedia, una ferita per il nostro popolo, che resta difficile da accettare”.

L’orrore della guerra in Ucraina prende vita nelle parole e nel racconto di padre Vasyl Verbitskyy, capo della chiesa greco-cattolica di Ferrara, che dall’inizio dell’invasione russa si è rimboccato le maniche per organizzare la raccolta di beni di prima necessità da spedire nelle zone del conflitto e accogliere i profughi.

“In questo secondo mese di guerra – racconta – sto cercando di andare a conoscere alcune persone che sono arrivate, non solo in città, ma anche in provincia. Lo faccio per capire i loro problemi. Molti arrivano qui e non sanno la lingua, ma hanno bisogno di un punto di riferimento. Di parlare con qualcuno e così vado a incontrarli. Sono già stato a Bondeno tre volte per esempio, così come a Copparo. Insieme preghiamo e abbiamo anche festeggiato la Pasqua“.

Diverse le attività che sono state organizzate dalla chiesa di Santa Maria dei Servi di via Cosmè Tura, di cui padre Vasyl è sacerdote: “Nella nostra comunità, grazie a diversi volontari della città, facciamo corsi di lingua italiana e di matematica, ma anche di catechismo per i più piccoli, con cui anche giochiamo. Stiamo accogliendo più di 70 bambini. Insieme a loro vengono anche una trentina di adulti che vogliono imparare la lingua per inserirsi meglio”.

“La speranza – chiude Verbitskyy – è che tutto questo finisca il prima possibile. Anche noi preghiamo per questo. Ogni sera da quando è scoppiata la guerra ci troviamo alle 20 in chiesa per chiedere la pace e una notte tranquilla. Siamo molto preoccupati. Tante volte succede che alla notte ci siano bombardamenti e tutto è più difficile. Facciamo ciò che si può, cerchiamo di aiutare e continuiamo a stare vicini al nostro popolo”.

 

 

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