Cento
20 Aprile 2022
Le testimonianze dei responsabili dei centri di Argenta, Codigoro, Comacchio e Cento: "Ha colpito la capacità di riorganizzarci e fornire risposte a domande che si susseguivano in maniera veloce e pressante"

Covid-19, dagli hub vaccinali provinciali imparata una lezione per il futuro

di Davide Soattin | 3 min

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C’è la sensazione di aver contribuito a scrivere una pagina di storia nelle parole dei responsabili organizzativi degli hub provinciali di Argenta, Codigoro, Comacchio e Cento.

Quattro centri dislocati nei distretti del Ferrarese, fondamentali per la lotta al Covid-19, che dallo scorso 31 marzo, con la fine dello stato d’emergenza, hanno terminato la loro attività al servizio dei cittadini, portando con sé un’esperienza che farà scuola per il futuro.

A colpire soprattutto è stata la capacità degli addetti ai lavori di fare quadrato per il bene comune della popolazione e uscire al più presto dalla pandemia, come sottolineato dalle parole di Carolina Villani, responsabile dell’hub vaccinale di Argenta.

“Questi mesi – spiega – sono stati un momento di raduno di tutte le professioni sanitarie, in cui gli operatori hanno dato il meglio di sé in termini di dedizione, impegno, formazione, sostegno e risposta a un dettato aziendale che era quello di implementare la vaccinazione contro la pandemia“.

A questo proposito, Villani evidenzia: “A ogni fascia d’età a cui abbiamo destinato le nostre cure e prestazioni, dagli anziani ai bimbi tra i 5 e gli 11 anni, abbiamo sempre risposto con un’organizzazione ad hoc non solo nelle modalità di somministrazione, ma anche relativamente a tutta la parte di accoglimento e relazione, insieme anche al supporto dei volontari”.

Era l’8 marzo 2021, invece, quando l’hub di Codigoro ha iniziato a somministrare le prime vaccinazioni. Un centro costituito da 5 box con un potenziale di circa 500-600 vaccini al giorno, grazie a un team professionale composto da personale medico, infermieristico e sanitario con l’aiuto dei volontari e degli operatori di Copma per le pulizie e di CoopService per le pratiche burocratiche.

A ringraziarli uno per uno è il responsabile Cristiano Mainardi che, riavvolgendo il filo, ricorda di aver “gestito tanti momenti, tante emozioni e tante gioie” e non nega ci sia stata “anche qualche lacrima, soprattutto alla fine, sintomo di un forte attaccamento per il servizio e il gruppo che si era creato, forte di uno spirito di squadra sano e collaborativo“.

A Comacchio, la nascita di un centro vaccinale su larga scala è stato il frutto – racconta il responsabile, Claudio Carli – di “un percorso progressivo che è partito con le vaccinazioni nella Casa della Salute e nelle Cra e si è realizzato grazie alla forte spinta della comunità, che ha voluto fortemente un hub sul territorio. Dopodiché sono intervenute diverse associazioni di volontariato in supporto attivo e presente che ci hanno seguito e hanno reso possibile tutto ciò”.

Oggi, con la fine dello stato d’emergenza, il percorso non è concluso, con le vaccinazioni che lasciano l’hub e tornano nuovamente all’interno della Casa della Salute: “La cosa che mi ha colpito di più è stata la nostra capacità di riorganizzarci e fornire risposte a domande che si susseguivano in maniera veloce e pressante, anche alla luce di una situazione fluida e dinamica. È stata un’esperienza provante, ma che ci ha dato un’enorme soddisfazione”.

La stessa provata da Fabio Tassinari, responsabile del centro vaccinale di Cento, che dal 7 gennaio 2021 è sceso in campo nella battaglia al Covid-19, prima con l’apertura di due ambulatori all’ospedale Ss Annunziata e poi con lo spostamento alla sala polivalente ‘Pandurera‘ in accordo con l’amministrazione comunale, “man mano che i numeri aumentavano“. Qui, in un ambiente “di grandi dimensioni e rispondente alle necessità, abbiamo raggiunto una grande affluenza e ottenuto risultati importanti” aggiunge il referente Ausl.

Nel frattempo, verso settembre, in concomitanza con la ripartenza delle attività, il teatro è stato restituito alla cittadinanza e un nuovo hub è stato aperto presso l’autostazione, all’interno del vecchio deposito delle corriere ristrutturato che è rimasto accessibile fino allo scorso 31 marzo, con le somministrazioni che adesso sono tornate all’interno degli ambulatori dell’ospedale e il personale dell’Azienda Usl che “continua con l’inoculazione delle quarte dosi e si tiene pronto per quello che sarà necessario affrontare“.

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