Parco di via Cavallotti, iniziati i lavori
Prime opere avviate per la riqualificazione di una parte del parco pubblico di via Cavallotti a Occhiobello
Prime opere avviate per la riqualificazione di una parte del parco pubblico di via Cavallotti a Occhiobello
Una disciplina sportiva che aiuta l’equilibrio fisico e mentale e conta cinquanta atleti, soprattutto giovani, nel Comune di Occhiobello
Collaudo e fine lavori per il bacino di laminazione. L’opera, iniziata un anno fa e che contribuirà alla mitigazione degli allagamenti in occasioni di forti piogge, è stata collaudata nelle sue parti elettromeccaniche
L’assessore all’Ambiente Paolo Pezzini richiama l’articolo 34 del regolamento comunale che vieta di dare cibo ai colombi proprio per contenere l'incremento delle colonie
È stata completata la procedura di installazione dell’apparecchiatura autovelox fissa collocata lungo la statale 16 nel territorio del Comune di Occhiobello

(foto archivio)
Santa Maria Maddalena. È di una giovane ragazza tra i 25 e i 30 anni il corpo mutilato ritrovato lungo la sponda veneta del Po nella giornata di lunedì 4 aprile, nella zona tra via Malcantone e il Parco della Rotta, a Santa Maria Maddalena.
A fare la macabra scoperta è stato un operaio che, dopo esser stato insospettito da un borsone da palestra da cui fuoriusciva un odore sgradevole, ha chiesto l’intervento dei carabinieri di Occhiobello e Castelmassa, giunti sul luogo del ritrovamento insieme ai colleghi del Reparto Scientifica di Venezia.
Una volta sul posto, i militari hanno aperto la sacca e al suo interno hanno trovato il cadavere di carnagione chiara, rannicchiato, fatto pezzi, senza testa ma in uno stato discreto di conservazione, insieme anche ad alcuni frammenti di tessuto di un vestito da donna.
L’ipotesi più accreditata è che il borsone sia stato gettato in fiume a monte non più di dieci giorni fa e che sia arrivato nella provincia rodigina trascinato dalla corrente, fino a incastrarsi, soprattutto a causa della secca, tra i massi della golena di Santa Maria Maddalena, lì messi durante l’alluvione del 1951 per tappare la faglia dovuta alla rottura dell’argine del Po.
Al momento sono state avviate le procedure tecniche e medico-legali che richiede il momento per scoprire e accertare le cause della morte. A partire dall’autopsia sulla salma, che è stata svolta martedì 5 aprile dal medico legale Lorenzo Marinelli e ha permesso di eliminare le ipotesi che portavano a Isabella Noventa, Samira El Attar e Saman Abbas, donne al centro di fatti di cronaca di cui si sono perse le tracce ormai da diverso tempo, mentre la pm Sabrina Duò della Procura di Rovigo ha già aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di omicidio.
Proseguono inoltre le indagini dei carabinieri, ieri (martedì 6 aprile) nuovamente impegnati in un sopralluogo nella zona del ritrovamento, che non escludono alcuna pista e analizzano le banca dati delle persone che sono scomparse durante l’ultimo periodo dalle province della Pianura Padana tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto per risalire all’identità del cadavere, aiutati anche dalla comparazione dei dna.
Intanto, sulla notizia del ritrovamento è intervenuta anche Sondra Coizzi, primo cittadino di Occhiobello: “Il ritrovamento, in area golenale, sulla riva del fiume Po di un corpo mutilato, è una notizia sconcertante – afferma – difficile da commentare e che lascia sgomenti. Mi auguro che presto possa essere dato un nome a questa persona vittima di una tale efferatezza e il colpevole assicurato alla giustizia. Gli inquirenti stanno indagando e il riserbo è massimo”.
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