Cronaca
2 Aprile 2022
Terminate le arringhe difensive, non mancano le risposte piccate degli avvocati alla requisitoria polemica del pm. Il 15 aprile prevista la sentenza per i 17 imputati per lo spaccio nei giardini del Grattacielo

Processo “Wall Street” verso la conclusione

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Imprenditoria. A Ferrara tra aprile e giugno nate 93 imprese

Il secondo trimestre del 2026 conferma la tenuta del sistema imprenditoriale ferrarese. Tra aprile e giugno il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è positivo per 93 unità ed è il risultato di 384 iscrizioni e 291 cessazioni volontarie (al netto delle cancellazioni d'ufficio)

Sorpreso mentre spaccia in Gad, 33enne arrestato

Continuano i controlli dei carabinieri di Ferrara per contrastare lo spaccio in città. Nella serata di ieri, martedì 11 agosto, attorno alle 20, i militari del Nucleo Radiomobile hanno sorpreso un uomo in viale dei Mille mentre cedeva per 30 euro una dose di stupefacente a un'acquirente

Si avvicina il momento della conclusione per il processo Wall Street, quello sullo spaccio nei giardini del Grattacielo a carico di 17 imputati, quasi tutti di nazionalità nigeriana. Il 15 aprile è la data fissata per le eventuali repliche di pm e avvocati e in quel giorno dovrebbe arrivare anche la sentenza da parte della giudice Giulia Caucci.

Dopo la requisitoria del pubblico ministero Andrea Maggioni della settimana scorsa, ieri (venerdì 1° aprile) è stato il turno delle arringhe dei difensori. E se il pm era stato duro anche nei loro confronti, non meno dura è stata, a tratti, la risposta dei legali, che hanno chiesto per i loro assistiti assoluzioni.

Gli avvocati hanno contestato le modalità d’identificazione degli imputati da parte degli inquirenti (ricordiamo che fu un’operazione condotta dalla sezione Antidroga della Squadra mobile estense, in collaborazione con gli agenti sotto copertura dello Sco di Roma, avvalendosi di telecamere nascoste e intercettazioni telefoniche), per la scarsa qualità delle immagini delle telecamere, o per il mancato riconoscimento in udienza da parte dei consumatori chiamati a testimoniare. È stata contestata anche la modalità con cui la procura ha scelto di determinare le pene, applicando un minimo base per tutti e poi aumentandola a seconda degli episodi contestati, arrivando, rilevando i legali, anche a sforare il triplo della pena base, cosa che non è ammessa dalla legge.

Fra gli interventi più duri, quello dell’avvocato Simona Maggiolini: “Il pm ha criticato la scelta dei difensori di non fare l’abbreviato, ma non ha minimamente tenuto conto delle singole posizioni e di quanto emerso nel dibattimento. Ha fatto finta che il processo non ci sia stato e per alcune posizioni, con la continuazione si arriva addirittura sopra il triplo della pena base: sono pene sproporzionate, non ben calibrate”. Severo fu il pm, severa è la risposta: “Non si sarebbe dovuto addentrare nelle scelte processuali degli avvocati, ché non gli competono”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com