Politica
17 Marzo 2022
La richiesta durante l'approvazione del Documento unico di previsione: "Le previsioni di crescita ottimistiche post-pandemia non sono più realistiche"

Approvazione Dup, Ferraresi: “Documento già obsoleto. La guerra in Ucraina cambia tutto”

di Davide Soattin | 3 min

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Inserire la guerra in Ucraina nel Documento unico di previsione perché “ormai già obsoleto“. La richiesta arriva dalla consigliera Anna Ferraresi che, durante la prima commissione consiliare per l’approvazione del Dup, ne ha chiesto l’aggiornamento, soprattutto alla luce di un contesto europeo, regionale e nazionale che sta velocemente cambiando.

“Le previsioni di crescita ottimistiche post-pandemia – evidenzia – non sono più realistiche e per questo è necessario rivedere il quadro economico generale in cui s’inserisce il Dup, in modo da considerare sia i rischi e che le previsioni di una condizione che potrebbe portarsi nel tempo con effetti negativi. A ciò si devono anche aggiungere gli interventi a ristoro e protezione dei cittadini e delle attività colpite dal caro energia. Come già affermato dallo stesso premier Draghi, bisogna prepararsi a una possibile economia di guerra“.

Le critiche al documento della consigliera del Gruppo misto non si fermano e proseguono anche su altri punti: “Nella realizzazione del Dup è stato ignorato completamente lo smart working. Un fenomeno che induce a un’importante riduzione dei costi, a un maggiore equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale e a impatti positivi sull’ambiente. Quindi è auspicabile che nell’analisi del contesto esterno venga inserito anche uno studio relativo ai benefici e ai problemi del telelavoro“.

Ma non solo: “Gli obiettivi definiti dalla pianificazione strategica – aggiunge Ferraresi – sono da libro dei sogni. Un insieme di buone intenzioni con cui è difficile non essere d’accordo. Poi però purtroppo ci si scontra con la realtà della pianificazione operativa, in cui ci sono progetti con poco coraggio e poca visione. Insomma, grandi visioni strategiche con la pianificazione da amministrazione condominiale che sono ben lontani dai sogni venduti ai cittadini in campagna elettorale”.

“Pnrr non significa piano di ristrutturazione e riuso” attacca la consigliera da poco entrata a Italia Viva, che poi si sofferma sulla politica di recupero delle frazioni, il cui stato di avanzamento fa “cadere le braccia”: “È importantissimo raccogliere le istanze e i bisogni dei ferrarsi, ma questo ascolto non ha prodotto niente di concreto. I progetti di ristrutturazione degli immobili pubblici presenti nelle frazioni hanno trovato i fondi, ma non c’è nemmeno un’idea su come queste strutture verranno utilizzate“.

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore Matteo Fornasini: “Organizzare un Piano opere con 72 milioni di investimenti non è scontato in un momento così difficile, ma sono risorse necessarie perchè servono a generare indotto economico e a sostenere lo sviluppo e l’economia della città. Nonostante un contesto difficile, anche quest’anno siamo riusciti a investire circa 8 milioni in più dello scorso anno. Non è facile e nemmeno semplice. E lo abbiamo fatto senza aumentare le tasse”.

“Anzi – conclude l’assessore – le abbiamo ridotte e stiamo continuando a sostenere la ripresa, al di là degli aumenti di luce e gas. Mantenere il bilancio in equilibrio in questi due anni, dopo una pandemia devastante, non è stato facile e lo abbiamo fatto continuando a dare risposte alle imprese, all’economia, alla cultura e al turismo e continueremo a farlo anche nei prossimi anni. Quanto al Pnrr, abbiamo portato a casa già 41 milioni di euro e abbiamo candidato progetti complessivamente per 135 milioni di euro, che ci auguriamo possano arrivare nei prossimi giorni”.

 

 

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