È stata fissata la data dell’udienza preliminare per i nove imputati a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture e falso in atto pubblico in merito ai lavori di adeguamento dello stadio ‘Paolo Mazza’ di Ferrara, eseguiti nel 2018 per rispettare i criteri della Serie A.
Il 9 maggio, imprenditori e tecnici coinvolti nella lunga e complessa indagine condotta dalla procura con il supporto del consulente Carlo Pellegrino dovranno comparire davanti al giudice Andrea Migliorelli, ‘prestato’ all’ufficio gup per l’occasione.
Le imputazioni riguardano i lavori eseguiti – male, secondo la procura, al punto da far risultare le nuove strutture a rischio e richiedere lavori di messa in sicurezza – nella Tribuna Nord e nella Curva Est, finite sotto sequestro per due volte.
A processo sono chiamati a rispondere di frode in pubbliche forniture Giuseppe Tassi della Tassi Group, azienda capofila dell’appalto; Giampaolo Lunardelli della Gielle Srl; Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering, solo per la Est) e il progettista e direttore dei lavori Lorenzo Travagli, poi Lucio Coccolo, legale rappresentante della PM Group Srl, azienda dichiarata fallita nel 2019; Domenico Di Puorto e Adelino Sebastianutti, ritenuti amministratori di fatto sia della Gielle Srl che della stessa PM Group, che avrebbero eseguito i lavori in subappalto sia nella Tribuna Nord che nella Curva Est.
Ai collaudatori Fabrizio Chiogna e Alessio Colombi (e al progettista Travagli) è contestato il reato di falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver attestato, rispettivamente per la Curva Est e per la Tribuna Nord, la conformità dei lavori nonostante, secondo i capi d’accusa, le numerose evidenze che avrebbero dovuto portare i tecnici ad altre determinazioni.
Le parti offese sono state individuate nella società Spal 2013 e nel Comune di Ferrara.
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