
Il pm Ceroni
Sarà ancora abbastanza lungo il lavoro di trascrizione di tutte le intercettazioni ammesse nel processo contro la mafia nigeriana a Ferrara. Nell’udienza di ieri, mercoledì 16 febbraio, l’ingegner Andrea Chiaiso, perito nominato dal tribunale, ha riferito che solo 250-300 conversazioni sono quasi pronte per la consegna, a fronte di un totale di 1.437 progressivi da analizzare e verbalizzare.
Un lavoro per il quale non basteranno i 90 giorni di tempo concessi inizialmente, per cui verrà chiesta una proroga del termine che scadrà il 19 aprile e probabilmente non basterà neppure il tempo aggiuntivo: “Per l’8 luglio – ha spiegato il perito – dovremmo riuscire a completare l’80% delle trascrizioni”.
Difficoltà dovute non solo alla quantità (sulla quale il perito ha dato un numero preciso che nelle altre udienze aveva oscillato da 1.250 a 1.700 progressivi), ma anche alla qualità: “Spesso chi parla di mangia le parole, poi si fanno riferimenti a persone o luoghi e bisogna capire”, ha spiegato Chiaiso, che ha formato un team di tre persone per procedere all’ascolto e alle trascrizioni. Un problema tecnico, inoltre, ha impedito di ascoltare 119 conversazioni, che dovranno essere nuovamente recuperate e trasferite su cd. Tutte le conversazioni analizzate dovranno passare anche un contraddittorio preliminare con il consulente nominato dal sostituto procuratore Roberto Ceroni (Giuseppe Capezzera).
Il pm, che è stato appositamente distaccato dalla procura di Bologna per seguire il filone ferrarese del processo contro i Vikings/Arobaga, ha portato ieri sul banco dei testimoni quattro consumatori di stupefacenti, che hanno descritto come avveniva l’approccio con i pusher nigeriani della zona Gad, i contatti via telefono, e hanno anche riconosciuto da album fotografici i soggetti dai quali acquistavano. Ceroni ha anticipato l’intenzione di far acquisire le future sentenze d’appello per gli imputati che in sede di udienza preliminare scelsero il rito abbreviato e vennero condannati.
Nella prossima udienza, fissata per il 2 marzo, verrà sentita una delle vittime dei Vikings, e direttamente del suo boss, Emmanuel Okenwa (detto dj Bugi, o dj Boogye): la donna che subì un’estorsione, costituita parte civile tramite l’avvocato Enrico Segala.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com