Sorveglianza speciale con obbligo di soggiornare nel comune di loro residenza, senza potersi allontanare dallo stesso se non previa autorizzazione, nonché il divieto di avvicinamento e comunicazione con
la vittima.
È il provvedimento adottato dal tribunale di Bologna a inizio mese, applicato in via d’urgenza su richiesta del questore felsineo a carico di padre e fratello della una ragazza di 18 anni che vennero indagati dalla Squadra mobile di Ferrara per maltrattamenti, minaccia grave e sequestro di persona in concorso.
Si tratta del caso della ragazza marocchina che sarebbe stata segregata e maltratta dai parenti perché desiderosa di vivere secondo i canoni occidentali, di non professare la religione musulmana e di non sposare il cugino più grande di lei, al punto da rinchiuderla in cantina per due giorni legata mani e piedi a una sedia.
È stato il questore di Bologna a proporre al Tribunale della prevenzione l’applicazione della sorveglianza speciale nei confronti dei due presunti responsabili di atti che avrebbero comportato per la ragazza subire per anni denigrazioni e privazioni, l’abbandono forzato degli studi e il divieto di frequentazioni con amici italiani: insultata, picchiata e mortificata, solo perché voleva vivere una vita normale.
La misura è stata chiesta a seguito degli ulteriori approfondimenti svolti dalla divisione Anticrimine di Bologna dai quali è emerso un accentuato pericolo per l’incolumità della ragazza.
Tra novembre e dicembre era scattata l’indagine da parte degli agenti della Mobile di Ferrara dopo che la giovane donna, residente in provincia di Bologna ma che aveva trovato lavoro in terra estense, aveva chiesto aiuto a una volante della Polizia di Stato in servizio di controllo del territorio, in quanto doveva salire sulla corriera ma temeva l’arrivo del padre che poco prima, rintracciandola nelle vie del centro, l’aveva minacciata di morte. In quel frangente, dopo gli approfondimenti del caso, il 56enne venne arrestato, mentre il fratello 32enne subì la misura del divieto di avvicinamento e l’obbligo di stare ad almeno 500 metri dalla parte offesa.
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