Ferrara perde il primo treno dei contributi del Pnrr – il Piano nazionale di ripresa e resilienza – destinati alla rigenerazione urbana. I 18 progetti presentati dall’Amministrazione comunale lo scorso giugno, per ottenere un finanziamento da 20 milioni di euro, non sono entrati nella graduatoria finale stilata dai Ministeri dell’interno, dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibile.
Il finanziamento fa parte della missione 5 “Inclusione e coesione” del Pnrr e Ferrara rientra nei Comuni che avrebbero potuto ottenere un contributo massimo di 20 milioni a valere su un fondo di oltre 4 miliardi di euro.
Tutti i progetti presentati da Ferrara – per un totale di oltre 42mila metri quadri da rigenerare principalmente nelle frazioni – sono entrati a far parte della lista delle 2.325 opere ammesse alla partecipazione, ma non sono entrati nella graduatoria finale dei 1.784 progetti ammessi al finanziamento totale o parziale.
Nello specifico i 18 progetti candidati erano: il riuso e rifunzionamento dell’ex scuola di Ravalle per 390mila euro; ex centro civico di Ravalle per 130mila euro; ex scuola Casa Lea per 3 milioni e 900mila; ex scuola di Sabbioni per 390mila; ex scuola di Chiesuol del Fosso per 715mila euro; ex scuola di Gaibana per 585mila; ex scuola di Monestirolo per 325mila; ex scuola di Spinazzino per 455mila; ex scuola di Codrea per 390mila; ex scuola di Borgo Punta per 520mila; Palazzone di Marrara ex centro civico per 3.120mila; Magazzino e alloggio popolare ex Centro civico 650mila; Centro civico di Pontelagoscuro per 520mila; ex scuola materna di Denore per 520mila; centro sportivo “La bocciofila” di San Bartolomeo in Bosco per 650mila; ex scuola di Porporana per 390mila; accesso Est della città mediante la ristrutturazione dello spazio pubblico compreso tra le vie Ippolito d’Este, via Baluardi, via Alfonso d’Este, porta Romana e demolizione di edifici incongrui per 1 milione e mezzo. L’accesso Nord Ovest con le vie Modena, viale Po, via Marconi e via del Lavoro, con “miglioramento della mobilità in senso sostenibile” per 4 milioni e 850mila.
I criteri principali per ottenere punteggio erano quelli di un elevato dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale (Ivsm) e una progettazione avanzata. Proprio quest’ultimo fattore ha probabilmente penalizzato Ferrara, come avevano evidenziato Pd e Azione Civica in Consiglio comunale, pur votando a favore della presentazione dei progetti.
Proprio Azione Civica, che con la sua unica consigliera, Roberta Fusari, fu molto critica già al tempo, attacca la Giunta: “Notizie che non vengono date – si legge in un post su Facebook -. Dispiace aprire il nuovo anno con la notizia del mancato finanziamento del Governo sulla candidatura al Bando della rigenerazione urbana nella quale il Comune di Ferrara richiedeva 20 milioni per interventi sugli edifici pubblici delle frazioni. La proposta non ha raggiunto un punteggio tale da essere finanziata. La scelta di investire sugli edifici pubblici delle frazioni è un tema che abbiamo condiviso in Consiglio Comunale, rimanendo però molto perplessi sulla assenza di idee riguardo al futuro di quegli edifici. Ciò che manca nel territorio sono i servizi, e negli ultimi anni sono stati chiusi anche i servizi pubblici. Qualche ragionamento in più, secondo noi, era necessario”.
Oltre a Ferrara, anche Copparo, Comacchio e Argenta avevano candidato dei progetti, ma solo quest’ultimo Comune ha visto i propri due progetti ammessi al (co)finanziamento rispettivamente per 330mila e 3.569.000 euro.
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