"Ho letto quasi duemila insulti. Un bel numero. Mi fa sorridere". Con queste parole l'avvocato e consigliere comunale Fabio Anselmo denuncia sui social quella che definisce una vera e propria "tempesta" di odio
Coinvolge anche la provincia di Ferrara e le sue strutture sanitarie accreditate la crescente protesta dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa in Emilia-Romagna, dove i sindacati denunciano lo stallo nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali di settore
Volge al termine il periodo formativo del Tenente Fabio Cossu presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Ferrara. Il giovane ufficiale, 24enne di origine sarda e frequentatore dell’ultimo anno di corso presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, si appresta a lasciare la città dopo aver svolto una fase decisiva e altamente formativa del suo percorso professionale
Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sanità di prossimità in Emilia-Romagna: siglato il nuovo Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie
di Davide Soattin
Perdita di memoria, disorientamento nel tempo e nello spazio, ma anche dimenticanze e cambiamenti di umore. Questi i principali sintomi dell’Alzheimer, una “malattia che colpisce soprattutto le persone di età avanzata, le cui prime avvisaglie possono arrivare a confondersi con il normale processo di invecchiamento”.
“Questi sintomi – spiega Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie di Ausl Ferrara – diventano veri e propri campanelli d’allarme quando si fanno sempre più frequenti. L’importante è parlarne subito con il medico di medicina generale che continua a essere il primo punto di riferimento perché conosce la persona, la sua storia, può usare strumenti specifici per condurre una serie di indagini preliminari e dare un giudizio, prima di inviare i pazienti ai centri per i disturbi continui e le demenze. Ovvero una rete capillare di presidi e ambulatori, dove lo specialista può prendere in carico la persona per approfondire la diagnosi in un modo ancora più accurato, deciso e tempestivo”.
Fare ciò in tempo di Covid “non è stato possibile” aggiunge Romagnoni, ma “ora la normalizzazione degli accessi ambulatoriali sta rendendo nuovamente possibile l’accesso alla diagnosi”. Dopodiché viene “la cura, la presa in carico generale perché non si tratta di un problema terapeutico, ma anche di supporto alla persona e alla famiglia”. E proprio in questo ambito, si “inseriscono una serie di interventi psicosociali come gli storici Caffè della Memoria a Portomaggiore e Copparo”.
“Durante il lockdown – conclude il dirigente Ausl – c’è sempre stato un contatto telefonico con le famiglie, ma quello che è davvero importante è la ripartenza degli incontri e delle attività in presenza, ovviamente con i dovuti limiti di sicurezza indotti dal Covid. E il fatto che si riparta in due Case della Salute dimostra come esse possano essere anche case di comunità. Vale a dire un luogo in cui non si presta attenzione al lato farmacologico, ma anche a quello per un intervento dal punto di vista dell’inclusione sociale e del benessere della persona”.
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