Per Roberto Tronca e Geremia Casullo, ispettore e sovrintendente (oggi in pensione) della Polizia penitenziaria, giovedì pomeriggio è arrivata la liberazione da un grande peso.
Il tribunale (collegio composto dalla presidente Silvia Marini e, a latere, dai giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli), li ha mandati assolti dalle gravi accuse (attribuite a vario titolo) di tentata violenza privata in carcere, abuso di autorità contro detenuti dell’Arginone, con l’aggravante dell’odio razziale, istigazione e concorso morale in danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Per il collegio non c’è prova sufficiente per sostenere quelle accuse e per quanto riguarda il solo Tronca, alcune condotte a lui attribuite non si sono proprio verificate.
In sintesi, secondo l’iniziale accusa, tra fine 2016 e il giugno del 2017, avrebbero tentato con la forza e la violenza di farsi degli informatori interni al carcere e, in alcuni casi, avrebbero consigliato ai detenuti di danneggiare le celle o di compiere atti di autolesionismo per poter ottenere un trasferimento. Il procedimento partì da un particolare episodio d’agitazione in carcere messo in atto da alcuni detenuti nel giugno 2017, tra i quali c’era Medhi Mejri, oggi irreperibile perché espulso dall’Italia a fine pena, che si cucì la bocca in segno di protesta perché non lavorava più e anche per i maltrattamenti che ha detto di aver subito in passato. Gesto che, da quanto emerso in dibattimento, non pare essere stato un episodio isolato nel carcere di Ferrara.
Al termine della requisitoria, la pm Isabella Cavallari aveva chiesto per entrambi la condanna a un anno e tre mesi di reclusione.
Nel corso del dibattimento è emersa anche una serie di veleni interni alla stessa Polizia penitenziaria.
“Siamo molto soddisfatti dell’esito del processo – commenta l’avvocato Denis Lovison, difensore di entrambi -. Questa sentenza ridona un po’ di serenità a dignità a questi due professionisti, servitori dello Stato, che hanno più di 30 anni di servizio a testa a che hanno sempre avuto delle buone performance nell’amministrazione di appartenenza. Anche se uno incontra dei problemi, l’importante è uscirne puliti e ringraziamo il collegio perché non ha avuto pregiudizi o preconcetti nonostante il periodo non privo di criticità all’interno degli istituti di detenzione. Speriamo che sia un buon segnale anche per tutti gli operatori e le operatrici che incontrano difficoltà nel loro lavoro, che è molto difficile e delicato”.
Le motivazioni della sentenza verranno depositate nel termine di 90 giorni.
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