Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Ha scelto di parlare, rendendo dichiarazioni spontanee, Filippo Parisini, l'ex presidente di Ferrara Fiere oggi alla sbarra nel processo Fiera Bis. Lo ha fatto ieri (venerdì 13 febbraio) mattina, davanti al gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara, raccontando - a tratti commosso - le gravi difficoltà che ha attraversato una volta arrivato a dirigere l'ente
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
Processare Isabella Internò per l’omicidio di Denis Bergamini. Nell’udienza di venerdì 17 settembre, il pm di Castrovillari Luca Primicerio non ha fatto alcun passo indietro e ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex fidanzata del calciatore argentano trovato privo di vita il 18 novembre 1989, disteso sulla statale Jonica in territorio del comune di Roseto Capo Spulico.
Una morte spiegata – anche processualmente – come un suicidio, ma che non hai mai davvero convinto nessuno. Ora sembra stia arrivando il momento delle verità, quella che la famiglia di Bergamini ha rincorso per decenni.
“Questa famiglia lotta da più trent’anni – dice l’avvocato Fabio Anselmo, molto soddisfatto dalla requisitoria del pm -, una lotta impari innescata da quei primi accertamenti sul cadavere, che descrivono una condizione compatibile con un investimento, ma che non descrivono il corpo di Bergamini, di cui non comprendo in alcun modo le modalità e le conclusioni”.
Nelle nuove indagini, infatti, hanno portato a conclusioni molto diverse rispetto a quanto era emerso inizialmente: il calciatore sarebbe stato narcotizzato, soffocato e poi disteso sulla Statale, dove un camion gli passò sopra. “Anche la consulente della difesa sostiene che il corpo era già stato adagiato sull’asfalto”, riporta Anselmo
Per la procura di Castrovillari fu Internò ad architettare tutto, per lavare l’onta di essere stata lasciata.
Una svolta e dopo la requisitoria del pm, l’avvocato Anslemo, che inizialmente aveva espresso perplessità, sembra aver ritrovato non poca fiducia: “La giustizia è degli uomini, ma senza bravi magistrati non si può andare da nessuna parte, oggi mi sembra che siamo sulla strada giusta”.
Alla prossima udienza, quella di lunedì 20 settembre, toccherà all’avvocato Angelo Pugliese, difensore di Internò e poi arriverà l’attesa decisione del gup Fabio Lelio Festa.
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