Attualità
17 Settembre 2021
Dalle origini del movimento Lgbt alla Legge Mancino: stimolante dibattito sul nuovo decreto nel primo incontro della rassegna al Rivana Garden

Ddl Zan sotto la lente d’ingrandimento degli Emergency Days

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Delta del Po, l’allarme di Gianella: “Daini minacciano equilibrio”

Il Delta del Po torna al centro del dibattito politico regionale. A lanciare l'allarme è Fausto Gianella (FdI), che in commissione ha richiamato l'attenzione sulla fragilità dell'ecosistema delizio, chiedendo interventi mirati contro la presenza crescente di specie non autoctone

di Michele Vicentini

Ddl Zan al centro del primo incontro del 16 settembre degli Emergency Days Ferrara, che ci terranno compagnia fino al 18 settembre.

Il primo a prendere la parola è stato il professor Francesco Lepore, autore del libro “Il delitto di Giarre”, che ha spiegato il contesto storico-culturale all’origine della lotta Lgbt in Italia. E’ stata proprio la morte dei due ragazzi di Giarre, uccisi dai parenti nel 1980 con un delitto d’onore (abolito solo nel 1981) a far nascere a Catania nel dicembre 1980, dopo poco più di un mese dal fatto, il primo collettivo Arci-Gay. Nel 1985 sarebbe stato poi rifondato a livello nazionale, perdendo il trattino. Ciò mise la società italiana davanti alla realtà e provocò uno scossone nella pubblica opinione.

Manuela Macario, presidente di Arcigay Ferrara, ha poi spiegato il Ddl Zan più nel dettaglio. In pratica, si limiterebbe a tutelare i membri Lgbt+, come già fa la Legge Mancino per tutte le altre categorie. “L’identità di genere non è un’appartenenza ideologica” ha voluto precisare.

Si è poi discusso di come Italia Viva abbia deciso di modificare alcune parti del Ddl Zan pur di farlo approvare, fino a “snaturare la legge”. Su questo argomento è intervenuto Matteo Pancaldi, avvocato ferrarese: “Il Ddl Zan cambia solo i presupposti per applicare la Legge Mancino, ma l’inclusione dell’articolo 4 rappresenta la sottile linea rossa tra la discriminazione e il libero pensiero”.

L’articolo 4 infatti non permette di considerare l’attività di propaganda come discriminatoria (anche qualora lo fosse). “Dal 2015, grazie a una delibera della Corte di Cassazione, la libertà di autodeterminazione del singolo fa parte del nostro ordinamento giuridico. Purtroppo però, nel caso delle discriminazioni a livello di genere, si tratta di un problema culturale, per cui il Diritto può fare ben poco”.

Ha chiuso il dibattito la ricercatrice dell’Università di Bologna Beatrice Spallacci, che ha portato la sua esperienza come docente di Studi di Genere, e ha ricordato come “fino al 1990 l’omosessualità fosse ancora considerata una malattia mentale”, mediando poi il dibattito successivo, in cui si è parlato di come l’educazione al pensiero critico si formi nelle scuole,” anche se ciò avviene sempre meno, purtroppo anche a causa dei numerosi tagli all’istruzione degli anni passati. Un vero peccato, in quanto il pensiero critico conduce a un dialogo costruttivo e al rifiuto dei dogmi”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com