Economia e Lavoro
26 Agosto 2021
L'allarme lanciato dal presidente della Delegazione Ferrara 3 di Confagricoltura: “Serve un piano straordinario di investimenti”

Roncarati: “Frutticoltura, siamo alla fine di una bella storia”

di Daniele Oppo | 3 min

Leggi anche

Carlo Alberto Roncarati

“Siamo forse alla fine di una bella storia: quella della frutticoltura ‘industriale’, così definita per l’elevato livello di professionalità di chi la esercita”. Questo l’allarme lanciato da Carlo Alberto Roncarati, presidente della Delegazione Ferrara 3 di Confagricoltura (già presidente dell’associazione provinciale nella seconda metà degli anni novanta) che prosegue.

“Sviluppatasi nella nostra Regione da quasi un secolo – spiega Roncarati -, ha attraversato momenti bui e periodiche crisi, sempre risorgendo grazie alla tenacia degli imprenditori ed alla rete di interessi creatasi intorno a loro. Le crisi, anzi, hanno rafforzato determinazione e tenacia in coloro che avendo investito tantissimo, erano risoluti a combattere. Poi il mondo è cambiato, componendo un quadro d’assieme non certo favorevole a questa impegnativa attività specialistica, che oltre alla agguerrita concorrenza internazionale, deve soggiacere ad una serie di difficoltà che comportano costi, rischi e condizionamenti, anche burocratici, sempre crescenti e più difficili da sostenere da parte dell’agricoltore, che del suo prodotto incassa quel che resta dopo che lungo la filiera, che va dal campo alla tavola, tutti quanti sono garantiti per i loro apporti e competenze”.

“Per il produttore, dunque, la vita si è fatta, anno dopo anno, sempre più dura – dice il dirigente di Confagricoltura -. Ai problemi del mercato si sono aggiunti frequenti fenomeni calamitosi generati dal cambiamento climatico, da insetti alieni, da fitopatie favorite dall’eliminazione di agrofarmaci senza che ne fossero stati resi disponibili altri altrettanto efficaci, privando conseguentemente i produttori di quegli strumenti che hanno consentito per anni la difesa delle produzioni.

“Comprensibile quindi l’angoscia e giustificatissime le richieste di aiuto da parte degli imprenditori di un settore ormai in ginocchio – prosegue Roncarati -, dopo anni di mancati guadagni e con la prospettiva di un anno nerissimo in quanto a ricavi, dopo che le produzioni sono state quasi ovunque praticamente azzerate dalle gelate della scorsa primavera. Peccato  che complice anche il fatto che l’attenzione generale si è spostata su altri eventi, sul problema dei terribili danni causati dalle gelate alle produzioni frutticole e delle condizioni assai precarie di moltissime aziende, che rischiano di chiudere i battenti se non adeguatamente supportate, sia scesa una coltre di silenzio ed indifferenza che lascia intendere che il problema sia stato da molti sottovalutato”.

Un esempio in tal senso, dice Roncarati è “l’esiguo stanziamento disposto dal Governo a ristoro dei danni da gelo”. “Nel frattempo si moltiplicano gli espianti e nell’indifferenza generale chiuderanno tante imprese, segnando tristemente la fine di un’epoca”.

Ma Roncarati non vede tutto a tinte fosche, anche se ammonisce sulla necessità di agire in fretta e con risorse adeguate:“Esiste ancora un barlume di speranza, serve uno sforzo da parte della politica e di chi ci governa, come quello che si sta compiendo in Francia ad esempio, perché solo supportando le aziende danneggiate garantendo loro liquidità mediante appositi finanziamenti a tasso agevolato, incrementando l’irrisorio plafond stanziato per gli aiuti, attivando un piano straordinario di investimenti per la difesa attiva contro le avversità determinate dal cambiamento climatico ed un adeguamento dell’attuale sistema assicurativo, rendendolo più accessibile e performante, si potrà salvare un settore fondamentale per il made in Italy e per l’economia del nostro territorio”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com