Lettere al Direttore
22 Agosto 2021

Green pass, lavoro e politica

di Redazione | 6 min

La discussione di questi giorni è incentrata su un tema “caro” a tutte e tutti. Green Pass si, Green Pass no.
Premesso che chi scrive è vaccinato ed ha il Green Pass, proviamo a mettere in fila un po di questioni per tentare di comprendere le ragioni per le quali si è creata una netta divisione, sfociata in una evidente “tifoseria” da stadio tra chi è pro e chi è contro senza entrare nel merito delle questioni. Ciò a nostro avviso risulta essere il vero problema.
A marzo 2020, in piena pandemia, era comprensibile agire per tentativi, nessuno aveva piena consapevolezza dell’entità della questione e dei reali tempi di “uscita” dall’emergenza sanitaria in essere. Oggi ci aspettavamo, forti dell’esperienza maturata, una visione politica strategica adeguata alle esigenze di tutte e tutti.
Proviamo ad analizzare quattro direttrici.
1) L’obbligo vaccinale per il personale sanitario e quello che espleta funzioni di “interesse sanitario”.
Nelle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private , secondo i dettami normativi, da Aprile 2021 tutto il personale dovrebbe essere vaccinato. Paradossalmente registriamo che parte del personale , secondo l’interpretazione, in questo caso regionale, non è soggetto a nessun obbligo. Personale dei trasporti interni che movimenta i pazienti dal pronto soccorso e tra i reparti, Autisti soccorritori, personale delle cucine, personale addetto alle pulizie degli ambienti sanitari ( reparti covid e no, ecc) personale addetto alla manutenzione degli impianti ecc non è sottoposto ad alcun obbligo. Definire queste lavoratrici e questi lavoratori fuori dal contesto “ interesse sanitario” evidentemente mostra che chi ha responsabilità apicali, in questo caso regionali, verosimilmente è da anni , tanti, che non mette piede in una struttura sanitaria o socio sanitaria . Tutto ciò denota la completa incapacità politica per la quale ogni cittadino ed ogni cittadina dovrebbe chiedere conto.

2) A queste contraddizioni si somma il fatto che, nonostante il vaccino non sia obbligatorio, viene richiesto il green pass praticamente ovunque, tranne che in chiesa e di ciò francamente non si comprende la ratio. Non c’entra nulla essere favorevoli o meno al green pass, il punto è esclusivamente politico ; se si ritiene che quello sia lo strumento utile per affrontare l’emergenza allora si creino le condizioni per evitare la discriminazione tra lavoratori facendo in modo che tutti possano ottenere , nei modi previsti, la certificazione gratuitamente ( un tampone costa 15 euro, se ne serve uno 48 ore per ottenere il certificato mi servirebbero circa 2.340 Euro per continuare a lavorare e fruire, ad esempio, del diritto alla mensa ) evitando nel contempo che alcuni datori di lavoro utilizzino strumentalmente la questione per discriminare i lavoratori. E’ utile ricordare che il Green Pass non è direttamente ed esclusivamente collegato al vaccino ma si può ottenere attraverso un tampone ogni 48 ore oppure certificando l’avvenuta guarigione a seguito di contagio covid.
Ad oggi, un lavoratore fragile, un lavoratore precario, un disabile che non può vaccinarsi deve pagare il costo del tampone per semplicemente vivere. Ad esempio, ad oggi è impedito l’accesso alle mense aziendali, dove peraltro si adottano i protocolli di sicurezza già dall’anno scorso, con l’ulteriore paradosso che i lavoratori delle mense aziendali non hanno l’obbligo del vaccino, tanto meno del Green Pass. Se poi la mensa è ospedaliera il livello di schizofrenia, del legislatore, raggiunge picchi incomprensibili.
Va evidenziato, tuttavia, che il Green Pass in se non è uno strumento di tracciamento, e se volessimo davvero arginare il virus dovremmo anche potenziare il tracciamento e la prevenzione, cosa che richiede grandi investimenti che ad oggi non sono neppure ventilati. Il “Governo dei Migliori” non ha neppure rifinanziato per l’anno 2021 l’indennità per le lavoratrici e lavoratori in quarantena preventiva ( vedi circolare INPS 6 agosto 2021, n. 2842 che cita testualmente : “ per il 2021 il legislatore non ha stanziato nuove risorse, l’indennità non potrà essere erogata anche per gli eventi avvenuti nell’anno in corso “ ) sancendo in questo modo la dicotomia tra la vita reale fatta dei bisogni di chi lavora e la politica o per meglio dire la mala politica praticata.

3) Il grande assente nella discussione risulta essere il tema “Protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro”. I morti sul lavoro aumentano, nel solo primo semestre 2021 sono stati 538, l’8,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Sono stati i protocolli sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative ( Cgil, Cisl e Uil ) a garantire, in sicurezza da Aprile 2020, la continuità delle attività lavorative. La sicurezza sul lavoro è il punto vero dal quale dobbiamo ripartire ma a quanto pare ce ne stiamo dimenticando, Tutti quanti noi. Un esempio su tutti la scomparsa del tampone volontario gratuito per il personale docente e non docente e per i parenti degli alunni frequentanti le scuole della regione Emilia Romagna. E’ di oggi la notizia che la ditta Suba Seed Co. di Longiano (FC) richiede “obbligatoriamente” a partire da lunedì 23 agosto il tampone ai dipendenti che non hanno il Green Pass. La comunicazione va oltre, indicando pure dove effettuarlo e in quali orari. Il tampone, si legge nel volantino, dovrà essere ripetuto ogni 72 ore per un costo di 25 euro cadauno, “che verrà addebitato nella paga mensile del dipendente”. Non solo, se il prelievo avverrà durante le ore di lavoro, i dipendenti dovranno mettersi in ferie. Tutti gli interessati, conclude la Suba Seeds Co, “saranno contattati personalmente”.
Che dire, questo è l’effetto plastico della mancata scelta del “Governo dei Migliori” e della politica in generale di decidere, assumendosi le responsabilità del caso. Si tenta di scaricare sul sindacato e sulle scelte individuali di lavoratrici e lavoratori questioni che devono essere affrontate in parlamento, scatenando la cosiddetta “guerra dei poveri” dove si sa, vincono sempre i “ricchi”

4) A proposito di “ricchi”, ma la discussione sull’utilizzo dei soldi provenienti dall’Europa ( PNRR ) che fine ha fatto? Esclusa dalle agende politiche.
Quei soldi verranno spesi o investiti?
Verranno utilizzati per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale, anche attraverso l’implementazione della medicina di prossimità, oppure saranno spesi per privatizzare l’Intero Sistema Sanitario?
Verranno utilizzati per diminuire il rapporto numerico insegnanti/bambini nei nidi e nelle materne aumentando il numero delle scuole oppure saranno spesi per esternalizzare i servizi 0/6?
Verranno utilizzati per assumere e stabilizzare il personale sufficiente a garantire l’erogazione dei servizi pubblici oppure verranno spesi per il ponte sullo stretto?
Queste, a nostro avviso, sono le domande alla quale la politica deve rispondere e che dovrebbero interessare tutti, diversamente si rischia di vanificare tutti i sacrifici fatti nell’ultimo anno e mezzo e di limitarsi alla presa d’atto di decisioni distanti dai reali bisogni delle persone.

La segreteria della Funzione Pubblica Cgil Ferrara
Natale Vitali Segretario Generale
Elisa Veronesi Segretaria Organizzazione
Erika Salvioli Segretaria Sanità Pubblica e Privata
Fabio Artosi Segretario Igiene Ambientale
Luca Greco Segretario Autonomie Locali e SSAEP

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