Accoltellata in casa dal marito: ferita donna di 60 anni
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di circa sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di circa sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto
C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti
Avrebbe aggredito verbalmente i genitori con una tale veemenza da costringerli a chiudersi a chiave in una stanza della loro abitazione. Per questo un uomo di 55 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato
Il pm Isabella Cavallari ha chiesto la condanna a un anno e tre mesi per entrambi gli agenti di Polizia penitenziaria Roberto Tronca e Geremia Casullo, ispettore e sovrintendente della Polizia penitenziaria.
I reati ipotizzati andavano dalla tentata violenza privata all’abuso di autorità contro detenuti nel carcere di Ferrara, con l’aggravante dell’odio razziale, fino all’istigazione e al concorso morale in danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo l’accusa, tra fine 2016 e il giugno del 2017, entrambi avrebbero concorso nell’usare violenza e minacciare un detenuto straniero, sottoponendolo a percosse ripetute (abuso di autorità), con l’aggravante dell’odio razziale, il tutto (almeno per quanto riguarda Tronca) per ottenere informazioni su altri detenuti.
In tutto sei capi d’imputazione – Tronca per tutti, Casullo solo per due – che però la difesa dell’avvocato Denis Lovison è riuscita a ridimensionare in sede di discussione.
Dei sei capi di imputazione che pendevano su Tronca ne sono caduti quattro. La difesa ha portato elementi utili a ritenere che non ci fossero i presupposti per le accuse di abuso di mezzi di coercizione contro un detenuto, il concorso per mezzo dell’istigazione in un danneggiamento commesso da un altro carcerato e il concorso in una resistenza commessa da un terzo ristretto).
Dopo la requisitoria il pm ha quindi chiesto la condanna per i capi residui, tentata violenza privata e abuso di mezzi di coercizione.
Il 23 settembre le parti torneranno in aula per eventuali repliche la sentenza.
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