Portomaggiore
10 Giugno 2021
Sentenza di assoluzione per un 42enne che venne arrestato nel 2020 dopo che si era denudato in un bar

L’hashish era per automedicazione, assolto da ogni accusa

di Daniele Oppo | 2 min

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Portomaggiore. Assolto da ogni accusa. Da un lato perché non imputabile, come dimostrato anche da una perizia psichiatrica, dall’altro perché lo stupefacente posseduto era usato palesemente per automedicarsi, senza nessuna connessione reale con attività di spaccio.

Finisce bene il processo per un 42enne portuense che venne arrestato con qualche difficoltà (cosa che portò anche all’accusa di resistenza) dai carabinieri il 15 gennaio del 2020, intervenuti in un bar perché si era denudato, e che gli trovarono nel borsello, in auto e in casa circa 40 grammi di hashish.

La perizia ha tolto ogni dubbio alla giudice Giulia Caucci: il comportamento al bar dipendeva dalla patologia psichiatrica e lo stupefacente – come confermato anche dal medico che segue l’uomo – era posseduto e usato come forma di automedicazione per evitare o ridurre i picchi d’agitazione. E d’altronde a carico dell’imputato non ci sono mai state contestazioni per l’attività di spaccio vero e proprio, gli inquirenti non trovarono in casa il materiale da confezionamento o per la pesatura, né l’hashish era nascosto.

Anche la procura, rappresentata in giudizio dalla vpo Anna De Rossi, ne ha chiesto l’assoluzione.

“Al di là del risultato della perizia – commenta l’avvocato Enrico Belletti, difensore del 42enne -, abbiamo fin da subito rilevato come l’imputazione fosse carente degli elementi tipici della detenzione ai fini di spaccio, nonostante i limiti quantitativi stabiliti dalla norma fossero stati ampiamente superati: la sostanza non era occultata in alcun modo e il mio assistito è estraneo a qualsiasi giro o contatto legato allo spaccio di stupefacenti”.

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