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Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 19 settembre in via Eridano a Ferrara, dove intorno alle 17.50 si sono scontrate una Ford Kuga e una Bmw X2. Feriti entrambi i conducenti
Contrastare la solitudine, mantenere vive le relazioni, stimolare le capacità cognitive e accompagnare le persone anziane nelle attività della vita quotidiana. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre, Asp del Delta Ferrarese fa il punto sul Progetto Merlino
C’era anche un boss della mafia pugliese tra i tre autori della rapina alla filiale di Bosco Mesola di BancAdria-Credito cooperativo del Delta, tutti condannati martedì 4 maggio in abbreviato a sei anni di reclusione.
Gli imputati erano Claudio Cipriani, friulano di 41 anni; Davide Saccottelli anche lui 41enne, originario di Cerignola (Foggia) e l’autista Giuseppe Gallone, 45 anni originario di Trinitapoli (provincia di Barletta-Andria-Trani), noto alle cronache del sud Italia per essere il capoclan del gruppo Gallone-Carbone di Trinitapoli, a nord di Bari.
Tutti e tre vennero catturati e arrestati dai carabinieri un anno e mezzo dopo il colpo, avvenuto a gennaio del 2019.
Giuseppe Gallone fotosegnalato dopo l’arresto
Il 16 gennaio di quell’anno, verso mezzogiorno, Cipriani e Saccottelli entrarono nella banca di piazza Vittorio Veneto con il volto semi coperto, uno di loro armato di taglierino. Dopo aver minacciato e immobilizzato parzialmente il direttore e il cassiere con delle fascette di plastica, portarono via più di 43mila euro in contanti, facendosi aprire la cassaforte e un cassetto (dove c’erano altri 235 euro), dandosi poi alla fuga in sella a due bici, con le quali erano arrivati sul luogo della rapina.
La vera fuga avvenne però a bordo di una Ford Kuga, inquadrata da varie telecamere di sorveglianza, al cui volante c’era – secondo l’accusa e anche secondo il gup Carlo Negri – proprio Giuseppe Gallone, il boss di Trinitapoli.
Proprio su di lui, residente a Lido di Volano, si concentrarono i primi sospetti dei carabinieri: sotto la sua abitazione, dove era ai domiciliari, mezz’ora circa dopo la rapina, i carabinieri notarono la presenza di una Ford Kuga di colore nero, con il cofano motore era ancora caldo, segno che l’auto era stata utilizzata di recente.
Pochi minuti dopo un uomo uscì dalla casa e si mise alla guida della Ford, immediatamente pedinata dai carabinieri che decisero di fermarlo con l’ausilio di un equipaggio del Nucleo Radiomobile appositamente allertato. Alla vista dei militari, però, l’auto forzò il posto di blocco riuscendo a far perdere le proprie tracce.
I carabinieri si recarono dunque nell’abitazione di Gallone per una perquisizione: trovarono i capi d’abbigliamento utilizzati dai rapinatori (pantaloni, maglie, berretti e guanti), il taglierino, le fascette da elettricista, una borsa di plastica flessibile, di colore blu, con una prima etichetta “BancAdria – Credito Cooperativo del Delta” e un’altra con la scritta “Filiale di Bosco Mesola”.
Al momento il solo Cipriani si trova ristretto in carcere, mentre Gallone è ai domiciliari e Saccottelli è ospite di una comunità.
Per loro la pm Lisa Busato aveva chiesto una condanna a 9 anni.
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