Ha confermato quanto già aveva raccontato al pubblico ministero subito dopo il fatto. Stefano Franzolin è stato sentito ieri, giovedì 1° aprile, dal gip Carlo Negri che due giorni fa ha disposto la misura cautelare della custodia nella camera di sicurezza dell’ospedale di Cona (per 30 giorni) per l’omicidio della madre Alberta Paola Sturaro.
Franzolin, da quanto si apprende, non ha detto altro.
Nel frattempo il suo difensore – l’avvocato Alberto Bova – in attesa che arrivino i risultati degli esami autoptici, sta studiando la possibilità di chiedere un incidente probatorio per eseguire la perizia psichiatrica. L’uomo, che soffre di patologie psichiatriche, aveva manifestato intenti suicidi e il pubblico ministero Ombretta Volta aveva deciso di tenerlo in clinica per le cure del caso.
Franzolin, lo ricordiamo, ha confessato di aver soffocato la madre con un cuscino dopo che lei lo aveva rimproverato dicendogli che era come o peggio di suo padre. Un paragone che per all’uomo, che ha sofferto la separazione dei genitori e i loro contrasti ed è sempre stato molto legato alla madre, è sembrato un’offesa irrimediabile.
I primi accertamenti nella casa di via della Ghiara dove si è consumato l’omicidio non avevano dato riscontri diretti di un’azione violenta subita dalla signora Sturaro. Per questo, e anche per via di un racconto confuso reso a carabinieri e pubblico ministero, la versione Franzolin non è stato ritenuta fin da subito del tutto credibile.
I primi accertamenti autoptici hanno invece rivelato i segni di una morte dovuta ad asfissia meccanica.
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