Goro. Rimangono ovviamente segreti, ma ci sono nuovi importanti elementi nell’inchiesta sul brutale omicidio di Willy Branchi, tanto da richiedere una nuova proroga delle indagini.
È la novità più importante che emerge dall’udienza di mercoledì pomeriggio relativa al procedimento a carico di don Tiziano Bruscagin, l’ex parroco di Goro le cui rivelazioni hanno permesso la riapertura del caso sul brutale assassinio del giovane 18enne, avvenuto tra 29 e il 30 settembre del 1988, e che poi si è trincerato nel silenzio.
Per il pm Andrea Maggioni, lo ricordiamo, il don avrebbe calunniato i fratelli Alfredo e Francesco Gianella (assistiti dall’avvocato Dario Bolognesi), indicandoli come coinvolti nel massacro e nell’uccisione di Willy.
I due sono figli di Ido Gianella, anche lui nominato dal prete e sulla cui lapide nell’ottobre del 2019 comparve la scritta “assassino”.

Il pm Andrea Maggioni
I legali di Bruscagin, gli avvocati Milena Catozzi e Marcello Rambaldi, avevano chiesto l’ostensione di pezzi del fascicolo relativo all’indagine principale, che vede due fratelli indagati per omicidio, ma il pubblico ministero ha negato la possibilità di rivelare altri atti e dettagli della delicata indagine senza al contempo comprometterla.
Tanto meno, vien da sé, alla luce della proroga e dei nuovi elementi emersi negli ultimi mesi.
La difesa ha chiesto allora un rinvio lungo per poter avere quei documenti, ma non è stato concesso dal gup Vartan Giacomelli, né ha trovato una sponda dallo stesso Maggioni, che ha invece insistito sulla solidità attuale del quadro probatorio, senza necessità di proroghe ulteriori per arrivare a definire questa fase del procedimento.
Alla fine si è trovata una via di mezzo: rinvio di una settimana (si torna in aula il 26 marzo) in modo che la difesa del don possa valutare se chiedere o meno il rito abbreviato o procedere con la discussione dell’udienza preliminare e arrivare così a un pronunciamento del giudice di rinvio a giudizio o non luogo a procedere.

L’avvocato Simone Bianchi
A uscire soddisfatto dall’udienza è l’avvocato Simone Bianchi che assiste la famiglia di Willy, costituitasi parte civile: “Siamo contenti perché abbiamo appreso della proroga dell’indagine principale e della presenza di elementi di estremo interesse che impediscono la discovery che la difesa Bruscagin chiedeva. Su questo procedimento – aggiunge Bianchi – noi vigiliamo e non ci siamo opposti alla richiesta di rinvio, la famiglia Branchi vuole solo verità e giustizia”.
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