Ci può essere ancora vita nel Grattacielo
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
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"Azione Studentesca ripropone alle alunne e agli alunni un passato ignobile, quando si utilizzavano delazione e schedatura per soffocare il dissenso"
"Come M5S abbiamo chiesto da subito l'apertura di un conto corrente, in carico al Comune, affinchè si potesse attivare un canale di solidarietà cittadina per chi si trova, suo malgrado, a vivere la difficile realtà dell’ordinanza di sgombero del proprio appartamento presso le Torri del Grattacielo di Ferrara"
Si procede con il progetto di un "Riserva militare volontaria" per l'Esercito Italiano, con l'obiettivo di arruolare, in un primo momento tra le 10 e le 15mila unità, per arrivare in prospettiva a 40mila
Calvano: "Mentre Regione, Province e Comuni stanno dimostrando capacità operativa e velocità, restano inaccettabili i ritardi su alcuni interventi affidati a società in house statali come Sogesid e Consap"
“Cosa intende fare, per quanto di sua competenza, per scongiurare l’eventuale chiusura degli impianti” e “come intenda Eni relazionarsi con gli stakeholder, discutendo con trasparenza le proprie politiche industriali”. Queste, in sintesi, le due domande contenute nell’interrogazione, a risposta urgente, che la senatrice dem Paola Boldrini ha depositato ieri (martedì) all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.
Oggetto, l’annunciata chiusura, da parte di Eni, del cracking di Porto Marghera, e il timore di ricadute in tutto il quadrilatero della chimica (Ferrara, Mantova, Ravenna) che solo a Ferrara, col Petrolchimico, occupa 1600 lavoratori. Con penalizzazione di altri importanti stabilimenti come Basell e Versalis, “che proprio a Ferrara ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti”.
Boldrini, prima firmataria, rimarca come a sottoscrivere l’interrogazione, tra gli altri, siano stati Andrea Ferrazzi e Stefano Collina, rispettivamente di Venezia e Ravenna, a “conferma della presa in carico di una preoccupazione che riguarda l’intero comparto”. Nel documento si ricorda l’allarme espresso dalle organizzazioni sindacali, fermamente contrarie alla chiusura del cracking “perché a detta loro sarebbe l’ennesima dismissione senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e garanzia occupazionale”. E che parlano di “piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti”. “Mi aspetto – la chiosa di Boldrini – che il Ministro ottenga da Eni risposte rassicuranti, definitive, chiare. Il momento è drammatico”.
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