Politica
17 Marzo 2021
Interrogazione della senatrice dem dopo l'annunciato abbandono del cracking di Porto Marghera da parte di Eni

Petrolchimico. Boldrini a Giorgetti: “Come scongiurerà chiusura impianti?”

di Redazione | 1 min

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Estorsione mafiosa e spaccio, tre arresti. Sigilli alla pista XBikes

Sigilli nella mattinata di giovedì 22 ottobre a Ferrara, alla pista XBikes 2.0 di via Cesare Diana. L'intervento dei carabinieri rientra in un'operazione più ampia coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato a tre arresti e al sequestro di beni aziendali e conti correnti per almeno 2 milioni di euro, tra Aprilia e Ferrara

Sigilli alla pista XBikes. Dal Comune ancora nessuna presa di posizione

Per ora nessuna presa di posizione ufficiale da parte dell'amministrazione comunale dopo il sequestro preventivo del kartodromo di via Cesare Diana, che il Comune di Ferrara da un paio di anni ha affidato in concessione all'Asd XBikes 2.0 Circuit, la società dilettantistica finita al centro dell'inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma

“Cosa intende fare, per quanto di sua competenza, per scongiurare l’eventuale chiusura degli impianti” e “come intenda Eni relazionarsi con gli stakeholder, discutendo con trasparenza le proprie politiche industriali”. Queste, in sintesi, le due domande contenute nell’interrogazione, a risposta urgente, che la senatrice dem Paola Boldrini ha depositato ieri (martedì) all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.

Oggetto, l’annunciata chiusura, da parte di Eni, del cracking di Porto Marghera, e il timore di ricadute in tutto il quadrilatero della chimica (Ferrara, Mantova, Ravenna) che solo a Ferrara, col Petrolchimico, occupa 1600 lavoratori. Con penalizzazione di altri importanti stabilimenti come Basell e Versalis, “che proprio a Ferrara ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti”.

Boldrini, prima firmataria, rimarca come a sottoscrivere l’interrogazione, tra gli altri, siano stati Andrea Ferrazzi e Stefano Collina, rispettivamente di Venezia e Ravenna, a “conferma della presa in carico di una preoccupazione che riguarda l’intero comparto”. Nel documento si ricorda l’allarme espresso dalle organizzazioni sindacali, fermamente contrarie alla chiusura del cracking “perché a detta loro sarebbe l’ennesima dismissione senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e garanzia occupazionale”. E che parlano di “piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti”. “Mi aspetto – la chiosa di Boldrini – che il Ministro ottenga da Eni risposte rassicuranti, definitive, chiare. Il momento è drammatico”.

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