Vertenza Coperion, proclamato lo stato di agitazione
"Inaccettabile e offensive". Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l'assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione
"Inaccettabile e offensive". Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l'assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione
Il report di WeWorld mette sotto la lente le campagne della provincia. Il sommerso potrebbe arrivare al 30%, mentre Agribus sottrae spazio ai caporali
Intervento di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile di Ferrara: "La crisi dell’industria chimica, alla quale l’attività di Coperion è legata, in Europa ed in Italia in particolare, è un dato di fatto presente da tempo"
Coalizione Civica: "La sicurezza non si costruisce facendo entrare prima ragazze e ragazzi nel circuito penale. Si costruisce investendo nella scuola, nei servizi sociali, nella salute mentale, negli educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nella cultura"
Nella mattina di martedì 28 luglio una delegazione di Fratelli d'Italia Ferrara si è recata presso la sede ferrarese di Coperion per incontrare i lavoratori dell'azienda, dopo la notizia dell'avvio della procedura che potrebbe portare alla chiusura dell'attività e al licenziamento degli 80 dipendenti del sito
“Cosa intende fare, per quanto di sua competenza, per scongiurare l’eventuale chiusura degli impianti” e “come intenda Eni relazionarsi con gli stakeholder, discutendo con trasparenza le proprie politiche industriali”. Queste, in sintesi, le due domande contenute nell’interrogazione, a risposta urgente, che la senatrice dem Paola Boldrini ha depositato ieri (martedì) all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.
Oggetto, l’annunciata chiusura, da parte di Eni, del cracking di Porto Marghera, e il timore di ricadute in tutto il quadrilatero della chimica (Ferrara, Mantova, Ravenna) che solo a Ferrara, col Petrolchimico, occupa 1600 lavoratori. Con penalizzazione di altri importanti stabilimenti come Basell e Versalis, “che proprio a Ferrara ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti”.
Boldrini, prima firmataria, rimarca come a sottoscrivere l’interrogazione, tra gli altri, siano stati Andrea Ferrazzi e Stefano Collina, rispettivamente di Venezia e Ravenna, a “conferma della presa in carico di una preoccupazione che riguarda l’intero comparto”. Nel documento si ricorda l’allarme espresso dalle organizzazioni sindacali, fermamente contrarie alla chiusura del cracking “perché a detta loro sarebbe l’ennesima dismissione senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e garanzia occupazionale”. E che parlano di “piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti”. “Mi aspetto – la chiosa di Boldrini – che il Ministro ottenga da Eni risposte rassicuranti, definitive, chiare. Il momento è drammatico”.
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