Lido di Spina, allarme vandalismi: “Gli imprenditori non possono sostituirsi allo Stato”
Giuseppe Gullo, responsabile nazionale dei Territori de I Liberali, chiede interventi immediati per tutelare stabilimenti balneari, lavoratori e turisti
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Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
Intervento de La Comune di Ferrara che parla di "un richiamo a un principio che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica: una città non si governa per compartimenti stagni"
Il consigliere comunale Davide Nanni chiede al Comune di fare chiarezza dopo l'episodio sfiorato ai giardini di via Fulvio Testi e di rendere noto il cronoprogramma degli interventi di controllo e potatura
Giada Zerbini, segretaria comunale del Partito Democratico di Ferrara, replica alla consigliera Iolanda Madeo, accusandola di averle attribuito dichiarazioni mai pronunciate e di aver confuso l’assenza delle simulazioni sulle singole utenze con l’assenza di dati economici ufficiali
“Cosa intende fare, per quanto di sua competenza, per scongiurare l’eventuale chiusura degli impianti” e “come intenda Eni relazionarsi con gli stakeholder, discutendo con trasparenza le proprie politiche industriali”. Queste, in sintesi, le due domande contenute nell’interrogazione, a risposta urgente, che la senatrice dem Paola Boldrini ha depositato ieri (martedì) all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.
Oggetto, l’annunciata chiusura, da parte di Eni, del cracking di Porto Marghera, e il timore di ricadute in tutto il quadrilatero della chimica (Ferrara, Mantova, Ravenna) che solo a Ferrara, col Petrolchimico, occupa 1600 lavoratori. Con penalizzazione di altri importanti stabilimenti come Basell e Versalis, “che proprio a Ferrara ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti”.
Boldrini, prima firmataria, rimarca come a sottoscrivere l’interrogazione, tra gli altri, siano stati Andrea Ferrazzi e Stefano Collina, rispettivamente di Venezia e Ravenna, a “conferma della presa in carico di una preoccupazione che riguarda l’intero comparto”. Nel documento si ricorda l’allarme espresso dalle organizzazioni sindacali, fermamente contrarie alla chiusura del cracking “perché a detta loro sarebbe l’ennesima dismissione senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e garanzia occupazionale”. E che parlano di “piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti”. “Mi aspetto – la chiosa di Boldrini – che il Ministro ottenga da Eni risposte rassicuranti, definitive, chiare. Il momento è drammatico”.
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