Quattro milioni per salvare il Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Quanto sta avvenendo in questi giorni in varie parti del Paese e anche in Emilia-Romagna, non solo rappresenta una preoccupante deriva ma viola i principi democratici, alimenta un’evidente caccia alle streghe
“Cosa intende fare, per quanto di sua competenza, per scongiurare l’eventuale chiusura degli impianti” e “come intenda Eni relazionarsi con gli stakeholder, discutendo con trasparenza le proprie politiche industriali”. Queste, in sintesi, le due domande contenute nell’interrogazione, a risposta urgente, che la senatrice dem Paola Boldrini ha depositato ieri (martedì) all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.
Oggetto, l’annunciata chiusura, da parte di Eni, del cracking di Porto Marghera, e il timore di ricadute in tutto il quadrilatero della chimica (Ferrara, Mantova, Ravenna) che solo a Ferrara, col Petrolchimico, occupa 1600 lavoratori. Con penalizzazione di altri importanti stabilimenti come Basell e Versalis, “che proprio a Ferrara ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti”.
Boldrini, prima firmataria, rimarca come a sottoscrivere l’interrogazione, tra gli altri, siano stati Andrea Ferrazzi e Stefano Collina, rispettivamente di Venezia e Ravenna, a “conferma della presa in carico di una preoccupazione che riguarda l’intero comparto”. Nel documento si ricorda l’allarme espresso dalle organizzazioni sindacali, fermamente contrarie alla chiusura del cracking “perché a detta loro sarebbe l’ennesima dismissione senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e garanzia occupazionale”. E che parlano di “piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti”. “Mi aspetto – la chiosa di Boldrini – che il Ministro ottenga da Eni risposte rassicuranti, definitive, chiare. Il momento è drammatico”.
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