
Rossella Placati (foto da Facebook)
Mentre si attendono le risultanze degli esami che richiedono una più lunga elaborazione, quel che emerge con certezza dall’autopsia è la conferma che Rossella Placati è stata colpita con molta energia dal suo assassino, in due punti del corpo diversi: la tesa e il petto.
L’incidente probatorio per gli accertamenti post mortem è iniziato giovedì pomeriggio, con l’incarico affidato al medico legale Rossella Snenghi. Ora si attendono i risultati complessivi.
A breve dovrebbe arrivare anche la liberazione della salma, sulla quale non è più necessario compiere accertamenti.
I primi riscontri però sono abbastanza netti e in linea con quanto emerso fin da subito sulla violenza usata per i colpi al capo con l’uso un oggetto contundente spinto fino a fracassarle il cranio – e l’obiettivo dell’autopsia è anche dare un’indicazione sul tipo di oggetto, ancora da trovare -; e per quelli al petto, trafitto tre volte con un arma da taglio, probabilmente un pugnale.
Nel frattempo Doriano Saveri, ex compagno di Placati e indagato per omicidio volontario aggravato, giovedì pomeriggio è stato dimesso dall’0spedale Sant’Anna di Cona ed è tornato in carcere all’Arginone dove ha già avuto anche un colloquio con uno psicologo e da dove potrà iniziare ad avere contatti telefonici con i familiari.
Saveri, lo ricordiamo, nei giorni scorsi ha riportato una profonda ferita alla fronte, non si sa ancora se causata in maniera accidentale o per via di un gesto autolesionistico, che ha comportato il ricovero e una serie di controlli in ospedale.
Venerdì mattina ha incontrato anche il suo difensore, l’avvocato Sergio Pellizzola: “L’ho trovato molto provato, sia per le indagini, ovviamente, sia per l’isolamento a cui è sottoposto, sia per quanto accaduto in carcere”. Il legale ha chiesto di avere copia della documentazione sanitaria.
Martedì verrà invece effettuato l’incidente probatorio per i telefonini sequestrati dagli inquirenti – che sono tre e non due come avevamo riportato in precedenza e appartengono alla vittima, all’indagato e a sua sorella – per l’estrazione protetta e l’analisi dei dati in essi contenuti. In questo caso le parti – indagato e familiari (rappresentati dagli avvocati Riccardo Caniato e Filippo Maggi) – non hanno indicato propri consulenti.
(articolo modificato rispetto alla pubblicazione iniziale con una precisazione sui telefoni sequestrati)
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