Cronaca
14 Febbraio 2021
La Squadra mobile sta ricostruendo il percorso fatto dai sei giovani trovati giovedì dalla Polstrada. Tutti avevano già chiesto asilo in Romania, partite le procedure di ricollocamento

Profughi nascosti nel camion, la Polizia indaga sull’esistenza di una rete

profughi camion
di Daniele Oppo | 2 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

profughi camionLa Polizia sta indagando sull’eventuale presenza di una rete, in Italia e nel territorio di Ferrara nello specifico, che organizzi o favorisca l’arrivo di profughi come accaduto con i sei giovani trovati giovedì dalla Polstrada nascosti nel carico di un camion fermo in un’area di sosta della Romea.

La Squadra mobile di Ferrara sta cercando di vederci chiaro, ricostruendo il percorso fatto dai cinque afgani e dal pakistano e cercando le tracce che possano ricondurre a un’eventuale organizzazione criminale dedita al traffico di esseri umani verso l’Italia e magari con ramificazioni nel territorio estense.

Approfondimenti sono in corso anche per quanto riguarda il ruolo dell’autotrasportatore, che dalla Romania era diretto a Fabriano, in provincia di Ancona. È probabile che fosse comunque ignaro – è stato lui, d’altronde, a dare l’allarme avendo sentito rumori e grida, – ma in ogni caso è necessario fare tutti gli accertamenti del caso.

Secondo primi riscontri, pare che anche per i sei profughi sia stato seguito un modus operandi ‘tipico’, ovvero sarebbero stati fatti entrare nel rimorchio e nascosti in mezzo al carico (in questo caso elettrodomestici Beko) prima ancora che venisse associato a una motrice. Il portelloni sarebbero stati sigillati già alla partenza, poi riaperti e sigillati nuovamente alla dogana ungherese.

Per i sei giovani, in ogni caso, sono state già avviate le pratiche per la ricollocazione in Romania: tutti avevano già fatto formale richiesta di asilo nel Paese dell’est Europa ed erano già stati inseriti nella banca dati condivisa tra i Paese aderenti al Trattato di Dublino.

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