ChatGpt, il pericolo nascosto nella ricerca medica
Pazienti con un nome e un cognome, una data di nascita, visite mediche, valori clinici, terapie ed esiti. Peccato che non siano mai esistiti
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Un distacco di intonaco dal laterizio, nella zona del palco, ha reso inagibile la Sala Estense. A riferirlo è il vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni, con delega alle opere pubbliche, intervenuto dopo l’episodio verificatosi nella notte
Incidente stradale lungo l'RA8 Ferrara-Porto Garibaldi dove, nel pomeriggio di domenica 20 settembre, intorno alle 17, un uomo ferrarese di 63 anni è uscito autonomamente di strada con la propria Citroen C3, ribaltandosi
È finita sul tetto una delle due auto coinvolte nell'incidente avvenuto poco dopo le 2 della notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre all'incrocio tra via Bologna e via Argine Ducale, a Ferrara. Nel sinistro sono rimaste coinvolte quattro persone
Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 19 settembre in via Eridano a Ferrara, dove intorno alle 17.50 si sono scontrate una Ford Kuga e una Bmw X2. Feriti entrambi i conducenti
Non sussiste l’associazione a delinquere, esclusa l’aggravante della transnazionalità del reato, una marea di prescrizioni, una sola condanna per un reato fiscale che si prescriverà a breve.
Il lungo processo per la “truffa delle auto” e che ha visto richieste di pena durissime da parte della procura – 6 anni e mezzo per l’imputato principale, Francesco Sbarro, alla fine condannato a 8 mesi – si è sgonfiato con la sentenza di primo grado. Ad uscire indenni, o quasi, sono gli imputati ‘secondari’: Sandro Tuffanelli, Nicola Costanzo, Paolo Bertagnini e Alessio Zanini.
Secondo la ricostruzione della procura tutti – a vario titolo – avrebbero fatto parte di un’associazione che avrebbe dato vita a reati appropriazione indebita, frode nell’esercizio del commercio, evasione dell’Iva, falsa fatturazione per operazioni inesistenti, generando un giro di affari da circa 700mila euro, frutto della classica frode carosello. Secondo le accuse, facevano arrivare le macchine dalla Germania aggirando l’Iva e passando attraverso una società fittizia per poi essere immesse sul mercato “pulite” dell’imposta. Attraverso triangolazioni con società di comodo, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti, frodando il fisco e facendosi beffe concorrenza.
Alla fine è rimasto molto poco. Non sono rimaste – crollate nel merito – le accuse più importanti come l’associazione a delinquere e la transnazionalità; non sono rimasti i singoli reati, tutti prescritti, tranne uno.
Il solo Sbarro, infatti, ha riportato una condanna, per omessa dichiarazione Iva: 8 mesi di reclusione. Ma anche questo reato vede la prescrizione a un passo.
“Un giusto esito di un processo iniquo nel quale è stata integralmente smantellata la linea della Procura volta a sostenere la sussistenza di un associazione a delinquere dal carattere transnazionale – commenta l’avvocato Matteo Murgo, che assiste Sbarro -. Accolte quasi integralmente le richieste della difesa, che comunque appellerà la sentenza per ottenere la totale assoluzione dell’imputato”.
“C’è soddisfazione – afferma al termine dell’udienza l’avvocato Pasquale Longobucco, difensore di Tuffanelli – perché il reato per cui era accusato Tuffanelli era certamente grave e siamo riusciti a dimostrare l’assoluta estraneità nel reato associativo, che peraltro il tribunale ha ritenuto non sussistente, mancando i presupposti sia di fatto che di diritto. Si tratta di un processo che è durato diversi anni con una lunga istruttoria dibattimentale, l’esito positivo restituisce dignità al cliente che comunque ha dimostrato sempre fiducia nella giustizia”.
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