La sezione specializzata “Immigrazione” del Tribunale di Bologna ha annullato l’espulsione nei confronti di “Jirka”, l’artista di strada delle bolle di sapone, disposta dal prefetto subito dopo l’alterco con Nicola Lodi e Benito Zocca della Lega avvenuto tra piazza Savonarola e Municipio lo scorso marzo.
La vicenda ha origine nel mese di dicembre del 2019, quando “Jirka” – il cui vero nome e Jiri Maron – artista di strada proveniente dalla Repubblica Ceca (dunque cittadino comunitario) e un suo amico ebbero un alterco animato con alcuni militanti della Lega impegnati in un banchetto elettorale per le regionali. L’episodio venne poi falsamente qualificato dal Carroccio come un attacco da parte di membri dei centri sociali.
Qualche mese dopo, a marzo di quest’anno, Maron si rese protagonista di un altro episodio, salendo in Municipio dall’ingresso di piazza Savonarola dopo aver provato a regalare provocatoriamente dei palloncini al vicesindaco Nicola Lodi, spaventando però una dipendente e scontrandosi con Benito Zocca, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. Fu proprio questo episodio a costargli una multa e soprattutto l’espulsione decisa repentinamente dal prefetto Campanaro il 2 marzo.
Il provvedimento – che faceva riferimento a precedenti sanzioni ricevute dalla Municipale, a due episodi risalenti di resistenza a pubblico ufficiale e al fatto che fosse un artista di strada senza lavoro stabile – venne impugnato immediatamente da Maron con l’assistenza dell’avvocato Enrico Segala e il giudice specializzato di Bologna, già il 2 aprile, concesse la sospensione cautelare. Il 22 dicembre si è tenuta l’udienza di merito e il 24 il giudice ha emesso l’ordinanza che annulla l’espulsione.
“Non è possibile affermare che il ricorrente – artista di strada che realizza spettacoli rivolti soprattutto ai bambini – costituisca attualmente una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave per la sicurezza pubblica, tale da giustificare la misura dell’allontanamento dal territorio nazionale”, si legge nell’ordinanza del giudice che dà ragione alle argomentazioni della difesa di Maron.
“Dall’istruttoria svolta non sono emersi fatti che evidenzino una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica – ribadisce il tribunale -: i precedenti penali menzionati nell’atto, infatti, hanno per oggetto due condotte di violenza e resistenza ai danni di pubblici ufficiali piuttosto risalenti nel tempo (2014), mentre non risultano, allo stato, ulteriori condanne passate in giudicato nei suoi confronti per i fatti contestati. L’episodio riguardante il collaboratore del Sindaco di Ferrara non sembra poi costituire in quanto tale, espressione di una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave all’ordine o alla sicurezza pubblica, potendosi ricondurre nella sostanza ad un alterco senza gravi conseguenze”.
Per il giudice, inoltre, il provvedimento di espulsione “non offre alcun elemento dal quale possa desumersi un inserimento del ricorrente in un’attività organizzata o anche solo eventuali contatti con un contesto criminale che possano fondare l’ipotesi di una sua attuale pericolosità sociale; la circostanza che egli svolga l’attività di ‘artista di strada’ non può autorizzare, di per se, una simile presunzione. Il provvedimento del Prefetto vìola, inoltre, il principio della proporzionalità in quanto non tiene conto della lunga durata del soggiorno in Italia del ricorrente (sei anni)”.
Come emerge anche dall’ordinanza, Jirka ha cercato negli anni di lavorare anche in maniera più stabile come bracciante agricolo e come collaboratore di Viale K.
E anche in questi mesi passati in attesa della decisione del giudice e nei quali gli è diventato del tutto impossibile esibirsi in strada ha trovato un impiego come fattorino per la consegna di prodotti alimentari.
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