Perquisizioni della Finanza a Comacchio, militari anche in municipio
Al centro dei controlli ci sarebbero alcuni lavori effettuati con il Superbonus 110%, con ipotesi di reato che, a vario titolo, comprenderebbero la corruzione e la truffa
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C’è un piccolo abitante delle nostre spiagge che, più di altri indicatori, racconta lo stato di salute delle coste italiane
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Comacchio. Sorprendere i cacciatori in comportamenti illeciti richiede spesso un’attività di paziente attesa e di scaltra osservazione. A ciò è abituato e addestrato il personale della Polizia locale provinciale, che domenica scorsa ha denunciato un cacciatore comacchiese in zona pre parco nelle valli di Comacchio, mimetizzato fra la vegetazione all’interno di un appostamento.
Forti del sole alle loro spalle, gli agenti di una pattuglia, costeggiando con l’imbarcazione posta alla minima velocità le erbe acquatiche, si sono avvicinati a una cosiddetta ‘tina’, nella quale hanno sorpreso una doppietta che stava utilizzando un richiamo acustico elettromagnetico, con amplificatore del suono.
Senza essere visti prima dall’uomo, gli agenti hanno spento loro stessi lo strumento acustico, quale prova inequivocabile del reato commesso.
Il vento a favore ha infatti permesso agli uomini in divisa, diretti dall’ispettore capo Fabio Piva, di avvertire il suono del richiamo ininterrottamente da almeno quindici minuti e perciò di poterlo seguire fino alla postazione in cui era collocato.
Lo strumento stava riproducendo dapprima il canto dell’alzavola e del fischione e poi quello del germano reale a volume altissimo, in modo da attirare i volatili.
“Un sistema abusivo di caccia altresì odioso – precisa il comandante Claudio Castagnoli – perché inganna la selvaggina rendendone più facile l’abbattimento”.
Il seguace di Diana perciò, che non presentava altre irregolarità dal punto di vista venatorio, è stato comunque notiziato all’autorità giudiziaria per aver utilizzato mezzi vietati durante l’esercizio della caccia. Una violazione che comporta un’ammenda fino a 1.549 euro, il sequestro del fucile e del richiamo acustico, che sarà poi confiscato e distrutto.
“Ringrazio i miei uomini – commenta Castagnoli – che con abnegazione contribuiscono alla tutela della legalità, anche in condizioni climatiche e logistiche difficili e dimostrando sempre una professionalità all’altezza della situazione”.
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