
(foto di Alessandro Castaldi)
Il Gad non c’è più. O meglio, il Gad per come era stato conosciuto negli ultimi anni a causa di cotninui episodi di criminalità e di cronaca nera, è cambiato.
Parola del questore di Ferrara Cesare Capocasa. “Il Gad, conosciuto negli anni come la zona dello spaccio di sostanze stupefacenti di ogni genere – afferma il numero uno di Palazzo Camerini -, militarmente organizzato dalla criminalità nigeriana, che insieme a quella cinese sono le uniche ad avere i caratteri tipici della mafiosità per sentenza, dove lo spacciatore di quartiere era una istituzione, controllando di fatto 24 ore su 24 i giardini del grattacielo, piazzale delle Castellina e piazza Toti, è un insediamento che è stato contrastato”.
E il contrasto è avvenuto “non solo con una strategia repressiva, seppur di assoluto livello investigativo, con l’operazione ‘Signal’, ma soprattutto in questi sette mesi con il controllo fisso e dinamico del territorio, l’azione espulsiva attraverso gli accompagnamenti ai C.I.E. e i rimpatri dei clandestini ritenuti destabilizzanti, la Polizia Amministrativa e di Sicurezza per la chiusura in particolare dei locali riferimento degli spacciatori e comunque frequentati da persone pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Strumenti che hanno consentito di “liberare “di fatto” quel contesto cittadino e restituirlo ai residenti, garantendo quella sicurezza urbana che consente la vivibilità del territorio in condizioni di tranquillità”.
In merito all’operazione “Signal” il questore rivolga alla Comunità nigeriana “operosa e sempre più desiderosa di integrarsi e a tutti i cittadini”, l’invito a collaborare con la Polizia “denunciando e segnalando fatti che possano integrare e supportare ulteriormente l’attività investigativa appena conclusa, ma sempre suscettibile di ulteriori sviluppi”.
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