di Pietro Perelli
Nella mattinata di mercoledì 14 si è riunita la Ctss (Conferenza territoriale sociale e sanitaria) presieduta dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri. Un incontro nel quale si è discusso molto della situazione che stiamo vivendo e dei piani da mettere in campo per affrontare tutte le problematiche legate alla pandemia da Covid-19. Centrale ovviamente l’aumento che tutti osservano rispetto ai contagi anche se la situazione pare sotto controllo. “Non siamo più come eravamo – dice la commissaria straordinaria dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, Paola Bardasi –, siamo più sicuri e più preparati. La situazione può anche ripresentarsi come aprile ma noi non siamo uguali”.
Monica Calamai, direttrice generale del’Ausl di Ferrara e Paola Bardasi espongono alla conferenza come si stanno organizzando i due principali organi sanitari del territorio in questa fase che, per mandato, dovrebbe portare alla fusione. Ad agosto sono arrivate, spiega Calamai, “le linee guida dal ministro che prevedono tre scenari”. Il primo è quello vissuto durante l’estate, “una situazione di forte contenimento e una gestione quasi ordinaria”. Il secondo è invece “quello che in alcune regioni stanno vivendo e nel quale noi ci stiamo inserendo”, una situazione in cui i contagi aumentano ma rimangono tutto sommato sotto controllo e gestibili da parte del servizio sanitario. Un ultimo scenario è invece quello di una situazione più vicina a quella vissuta durante il periodo del lockdown anche se “un presupposto fondamentale – spiega Calamai – in nessuno dei tre scenari si prevede la chiusura delle attività”. A differenza di ciò che accade tra marzo e maggio il piano prevede di mantenere attive tutte le funzionalità di ospedali e Ausl.
Per quanto riguarda il piano Covid, sono state definite le funzioni degli ospedali della provincia di Ferrara , mantenendo per Cona un punto centrale.
Altro passaggio fondamentale riguarda l’anticipo dei piani di finanziamento. Nella prospettiva che in primavera possano arrivare i fondi del Recovery Fund e che il governo acceda al prestito del Mes, la Regione ha dato indicazione di anticipare i tempi preparando progetti che possano essere utili.
Per quanto riguarda l’Ausl si parla di un piano superiore ai 138 milioni di euro mentre per l’Azienda ospedaliera si parla di 88 milioni. L’Ausl, spiega Calamai, ha prospettato un piano “complessivo di tutto ciò di cui ci sarebbe bisogno, poi ovviamente ci sono delle priorità e in base ai fondi a disposizione si sceglierà dove investire”. Uno dei campi principali sarà senz’altro quello dell’innovazione e della digitalizzazione con un occhio di riguardo per il territorio.
L’azienda ospedaliera invece intende investire in particolare nel “rendere più funzionale l’hub, potenziare la dotazione di tecnologie biomedicali innovative e garantire la piena informatizzazione e collegamento con ospedali del territorio in una logica di utilizzo di piattaforme regionali per sviluppare l’operatività anche con le amministrazioni locali”. Oltre a questo “migliorare quei reparti che presentano un indice di vulnerabilità sismica a norma ma non elevato come altri”.
“Siamo particolarmente attenti – interviene Fabbri – all’evolversi del possibile utilizzo del plasma iperimmune nel reparto di Malattie infettive del Sant’Anna che è stato inserito tra i quaranta centri sperimentali a livello nazionale. Come Comune siamo pronti a sostenere questo percorso che riteniamo virtuoso e ci auguriamo efficace, sia dal punto di vista della comunicazione che dell’informazione”.
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