Copparo. L’educatrice di una scuola d’infanzia di Copparo che era stata assolta in primo grado dal reato di abuso dei mezzi di correzione nei confronti di alcuni bambini e ora indagata per gli stessi fatti ma per un altro, più grave reato: maltrattamento.
L’indagine nasce direttamente dalla decisione dei giudici della Corte d’Appello di Bologna che hanno annullato la prima sentenza ritenendo che il capo d’imputazione non qualificasse nel modo corretto i fatti contestati, restituendo gli atti alla procura affinché indagasse per i maltrattamenti.
Nella mattina di giovedì era prevista l’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari Danilo Russo, ma un’indisponibilità del giudice ha portato al rinvio dell’udienza al gennaio dell’anno prossimo.
L’educatrice è difesa dall’avvocato David Zanforlin, mentre il Comune – che come nell’altro giudizio chiederà di potersi costituire parte civile – è rappresentato dall’avvocato Gianni Ricciuti. Gli avvocati Stefano Scafidi ed Elisabetta Brandi assistono invece alcune famiglie dei bambini che frequentavano il nido all’epoca dei fatti, tra il 2012 e il 2013, e che avrebbero subito pizzicotti, trascinamenti sul pavimento, sollevamenti per i polsi o le braccia, o colpi di cucchiai sulle loro gengive per farli mangiare.
La prima indagine nacque dalla denuncia fatta da un’ausiliaria al responsabile del Comune di Copparo che a sua volta avvertì il dirigente scolastico, il quale provvide a sospendere la maestra, trasferendola in seguito a un’altra mansione.
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