La carta di credito ‘comunale’ richiesta e ottenuta da Michele Lecci, portavoce del sindaco di Ferrara, serve per “effettuare inserzioni pubblicitarie avviando campagne di promozione del territorio su social e web”. Lo spiega lo stesso primo cittadino Alan Fabbri in un post su Facebook, in cui attacca il Partito Democratico e Aldo Modonesi in particolare che si era espresso in maniera critica e ironica sulla cosa (sempre su Facebook, ormai succede tutto lì), affermando che servisse per pagare la propaganda.
Invece no, dice Fabbri: serve per pagare la promozione del territorio dopo che “non siamo riusciti a promuovere online neanche le offerte turistiche di Ferrara Rinasce”. Un chiarimento dovuto anche perché l’unico atto pubblico in materia dice che Lecci ha chiesto (e ottenuto) la carta “al fine di poter effettuare acquisti on line”, che è una motivazione piuttosto generica.
Ma Fabbri va oltre e va a testa bassa: “Le precedenti amministrazioni hanno sempre esternalizzato tutto con un ingente quantitativo di spesa, senza alcun controllo delle statistiche, degli effettivi risultati delle campagne e del budget realmente utilizzato dalle agenzie per la promozione. Per questo motivo non aveva dati su cui studiare gli andamenti delle inserzioni, i flussi, i segmenti di pubblico, oggi fondamentali per il turismo. Nulla di nulla. Non aveva neppure figure professionali in grado di poterlo fare, cosa che invece io ho subito provveduto ad inserire, perché credo sia questa l’unica strada per essere competitivi con altre città”.
Il portavoce di Fabbri ha dunque anche compiti di pianificazione della strategia promozionale turistica della città, ma lo si scopre solo con le dovute precisazioni del sindaco, dato che gli atti ufficiali del Comune parlando genericamente e solamente di una carta per “poter effettuare acquisti on line”, senza fare menzione alcuna degli scopi di tali acquisti. Nel frattempo, rileva il primo cittadino a un anno dal suo insediamento, “è assurdo che una città d’arte come Ferrara non abbia mai avuto questa possibilità fino ad oggi. Anzi, dirò di più, e avrei evitato volentieri di raccontarvelo se non fosse stato per questa infelice uscita del consigliere del Pd Aldo Modonesi. Il Pd ferrarese, a giudicare dai fogli di spesa dei precedenti amministratori, preferiva utilizzare la carta di credito per cene, buffet e pranzi di lavoro. Noi no. Preferiamo usarla per dare visibilità alla città e aiutare le attività ferraresi a ripartire”.
Modonesi non tarda a pubblicare una controreplica: “Quando il sindaco e la sua giunta vengono beccati in castagna perché si dimenticano di comunicare alla città decisioni e atti che fanno discutere, la reazione del nostro primo cittadino è sempre la stessa: un lungo, verboso, post scritto da, suo portavoce nel quale si attacca l’avversario e si mischiano le pere con le mele – attacca il capogruppo d’opposizione -. È il caso della risposta (o meglio dell’autorisposta!) alla nuova, fiammante carta di credito da 5mila euro fino a fine 2020 che la giunta ha deciso di prendere per il portavoce del sindaco”. “A cosa servirà questa carta: a comprare templates per i meme propagandistici del sindaco e della giunta e a fare promozione targhettizzata alle iniziative del Comune (ci auguriamo naturalmente che queste promozioni partano dalla pagina istituzionale del Comune e non da quella del sindaco) – dice Modonesi -. Il tutto pagato con i nostri soldi. Il tutto mentre nel bilancio del Comune sono stati, ad esempio, tagliati i fondi per l’acquisto di libri per le biblioteche o di arredi per le scuole. Ma è evidente che le priorità sono diverse…per tutto il resto c’è Mastercard”.
L’ex assessore fa notare, infine, che “il sindaco parla di spese di rappresentanza, spese che per legge, allora come adesso, hanno un tetto, e che per scelta nelle passate legislature erano gestite non dagli assessori ma dal Gabinetto del Sindaco. E gli assessori, allora come adesso, avevano diritto al rimborso di spese per trasferte o incontri fatti nell’ambito delle attività istituzionali: io, ad esempio, tra il 2014 e il 2018 ho speso 505,30 euro (ben 25 centesimi al giorno) Ma si sa che è più facile fare mulinazza che dare risposte”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com