Grattacielo, Fabbri non fa retromarcia: il Palapalestre chiude
Il sindaco Alan Fabbri non fa retromarcia e conferma che non ci sarà alcuna proroga per l’accoglienza al Palapalestre, allestito dopo l’incendio della torre B del Grattacielo
Il sindaco Alan Fabbri non fa retromarcia e conferma che non ci sarà alcuna proroga per l’accoglienza al Palapalestre, allestito dopo l’incendio della torre B del Grattacielo
Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo. Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo
Fatta eccezione per alcune lievi difformità, che hanno comportato l'emissione di specifiche prescrizioni, uno dei primi controlli effettuati nelle discoteche e nei locali di pubblico spettacolo della città, disposto dall'osservatorio provinciale istituito dalla Prefettura di Ferrara dopo i fatti di Crans-Montana, è avvenuto senza riscontrare gravi criticità
L'appuntamento è fissato in via Tumiati alle 14 di domenica 18 gennaio per manifestare solidarietà nei confronti degli sfollati dopo l'incendio al Grattacielo
Lo chiedono - con una pec inviata formalmente al prefetto Massimo Marchesiello e al sindaco Alan Fabbri - tutte le forze politiche di opposizione: a partire da La Comune di Ferrara (capofila), dal Partito Democratico al Movimento Cinque Stelle, fino alla Civica Anselmo
Non si chiamano mascherine ma ‘schermi filtranti‘ e nelle buste distribuite alla popolazione c’è il logo del Comune ma non questa puntualizzazione “che sarebbe stata opportuna”; ancora, manca l’indicazione delle avvertenze presenti sul sito della stessa azienda produttrice, la Grafica Veneta: “Va pertanto valutata la sospensione dell’iniziativa, che così realizzata, senza i necessari requisiti di trasparenza, genera equivoci”.
Sono i punti chiave dell’interrogazione parlamentare inoltrata giovedì dalla senatrice Paola Boldrini, capogruppo Pd in Commissione Sanità (e sottoscritta anche dal collega Vincenzo D’Arenzio), ai ministri della Salute e dell’Interno, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, sull’acquisto e consegna delle cosiddette mascherine da parte del Comune di Ferrara.
Tra le premesse del documento: la Grafica Veneta ha sottolineato che si tratta di “schermi filtranti che, pur avendo superato tutti i test previsti e ottenuto le certificazioni necessarie, ancora non si possono definire mascherine chirurgiche” e ha pubblicato un’avvertenza sul proprio sito in cui richiamava l’attenzione a non lavare il prodotto e nemmeno stirarlo fino a che “l’iter dei test che riguardano i cicli di lavaggio e la temperatura adatta non sono stati conclusi”.
Insomma, “l’azienda ha fatto trasparire che non tutti i test erano stati effettuati, avvertenza di cui non c’è traccia nelle buste distribuite dal Comune di Ferrara”.
Boldrini chiede ai titolari dei Dicasteri se risultano effettuati “tutti i test dall’ente competente” e se non “si ritenga necessaria, in accordo con la Regione Emilia Romagna, una sospensione della misura così da non esporre inutilmente i cittadini al contagio tramite il mancato rispetto delle regole sull’isolamento e distanziamento sociale e soprattutto – si legge testualmente – non inducendo i cittadini all’utilizzo di una tipologia di mascherine che non sono in alcun modo da considerarsi come un presidio sanitario (Dpi)”.
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