Referendum. Niente ‘colpi bassi’ nel confronto Anselmo-Balboni
Un confronto caratterizzato dal rispetto reciproco, quello andato in scena lunedì, 2 marzo, a Ferrara fra Fabio Anselmo e Alberto Balboni sui temi del referendum sulla giustizia
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(foto di archivio)
I militanti ferraresi della lista Emilia Romagna Coraggiosa sarebbero stati minacciati e aggrediti domenica mentre si trovavano con il loro banchetto in corso Martiri della Libertà a distribuire volantini. Lo hanno riferito loro stessi attraverso la pagina Facebook della lista, descrivendo l’episodio di cui si sarebbe reso protagonista un passante in seguito identificato dalla Digos. L’uomo, secondo quanto raccontato, avrebbe approcciato gli esponenti di Coraggiosa con la frase “vuoi uno schiaffo?”
“Pensavamo di avere capito male – spiegano i militanti – ma poi l’ha ripetuto talmente tante volte che non ci sono stati più dubbi sulle sue intenzioni. Ad un certo punto ha addirittura finto di essere un finanziere e ci ha chiesto documenti e permessi, senza identificarsi come un vero appartenente alle forze dell’ordine”. Secondo la versione di Emilia Romana Coraggiosa, alla richiesta dei documenti è stato risposto con un rifiuto fermo ma gentile, così l’uomo “dalle minacce è passato al tentativo di colpire uno dei nostri volontari, per fortuna senza riuscirci”. E’ stato a quel punto che gli esponenti della lista hanno richiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia che ha provveduto a identificare il passante.
I membri della lista sostengono poi che “davanti alle vere forze dell’ordine, l’aggressore ha ammesso di essersi spacciato per uno di loro e per questo è scattata la denuncia della Digos”, ma dalla Questura non arriva alcuna conferma, viene invece riferito che in realtà non è scattata ancora alcuna denuncia in quanto gli agenti della Digos intervenuti avrebbero raccolto versioni contrastanti dell’episodio rispetto al quale stanno compiendo ancora accertamenti.
“E’ evidente – commentano comunque sempre su Facebook i membri di Coraggiosa – che la moda di chiedere i documenti in modo intimidatorio ha preso piede in questa città. Non conosciamo l’identità di questa persona, ma i motivi del suo gesto ci sono parsi chiari. Noi però siamo Coraggiosi di nome e di fatto e non ci spaventiamo di certo per una cosa del genere. Siamo piuttosto un po’ arrabbiati, ma ancora più convinti che sia necessario difendere la libertà di parola, di espressione e di esercitare i propri diritti costituzionali. Continueremo ad essere nelle strade e nelle piazze della provincia per fare conoscere i nostri valori, le nostre idee e il nostro programma, fino al 26 gennaio. E per incontrare anche l’uomo che ci ha minacciati questa sera, in caso voglia discutere, civilmente, con noi, dei motivi che l’hanno spinto a fare quello che ha fatto”.
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