Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
La Procura di Ferrara ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale in seguito alla morte del 90enne Luciano Cocchi, deceduto lo scorso 13 gennaio all'ospedale Sant'Anna, dopo 847 giorni di ricovero
Prima udienza preliminare ieri (mercoledì 14 gennaio) mattina per l'inchiesta nata dopo le morti di Cosmin Robert Pricopi e Costin Yonel, i due operai rumeni di 20 e 50 anni, che persero la vita nel tragico incidente sul lavoro all'interno del Polo Crispa di Jolanda di Savoia
"Non hanno alcuna giustificazione le pesanti richieste di condanna avanzate dall'accusa". Parte da qui l'arringa difensiva di Mario Di Giovanni, legale dei vertici amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola Bidente di Forlì-Cesena, finiti a processo - con altri tre - per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro
Infortunio sul lavoro alla Kastamonu di via Romea a Pomposa, dove un operaio italiano di 53 anni - dipendente di una ditta esterna - è stato ferito gravemente a una gamba, a seguito di uno schiacciamento accidentalmente provocato da una pala meccanica guidata da un collega
Berra. Dopo la segnalazione e le proteste del 7 ottobre scorso per una morìa di pesci nel canale Fossa Lavezzola a Berra, il fenomeno a distanza di quasi due mesi si ripete, questa volta in località Alberone all’altezza di via Biscarra.
A denunciare la situazione è una guardia giurata ittico volontaria associata a Fipsas Ferrara, (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Alex Beccati,che riferisce di un canale “quasi completamente privo d’acqua, quella poca presente è inquinata, al suo interno tutti i pesci sono morti, anche quelli di grossa taglia, segnale che l’inquinamento è stato intenso”.
Ci sono quindi “migliaia di cadaveri sparsi lungo il letto del corso d’acqua che, con le temperature eccezionali di questo novembre, iniziano a emanare un odore terribile di marcescenza, marcendo diventeranno come solito covo di malattie, e produrranno un inquinamento ulteriore delle acque, sottraendovi ossigeno. Nessuna specie è stata risparmiata: Carpa, Carpa Erbivora, Siluro, Brema, Lucioperca, tutto completamente morto”.
La segnalazione è stata prontamente inoltrata il 24 novembre ad Arpae e da essa si attendono ora gli esiti delle analisi. “Il mondo della pesca sportiva e dell’associazionismo ambientale – spiega Alex Beccati – lamenta sempre le stesse gravi lacune nella tutela del territorio e dei corsi d’acqua della nostra provincia. I nostri corsi d’acqua, specialmente i piccoli canali, vengono trattati come fogne a cielo aperto, come se non ospitassero la vita, come se non fossero utilizzati per l’irrigazione dei campi con i quali coltiviamo il nostro cibo, come se a nessuno che gestisce il territorio o rappresenta la pubblica amministrazione importasse”.
“Decine e decine di articoli di giornale sono stati pubblicati – prosegue – decine sono state le segnalazioni agli organi competenti e troppo spesso si è risolto tutto in nulla di fatto, ovvero con il colpevole che non viene individuato. Sembra che ogni segnalazione effettuata dalla cittadinanza attiva sia inutile, dobbiamo forse arrenderci e abituarci ad avere fogne a cielo aperto, che portano i liquami e gli scarichi delle città al mare come gli stati del terzo mondo?”
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