Cronaca
27 Ottobre 2019
Il drappo rimosso dopo l'atto vandalico compiuto nella notte tra venerdì e sabato. Il sindaco Fabbri: “Ho già parlato con il responsabile di Amnesty e con la Digos. Visioneremo le immagini della telecamera”

Bruciati i sostegni dello striscione “Verità per Giulio Regeni”

di Daniele Oppo | 2 min

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Lo scalone del municipio dopo la rimozione dello striscione “Verità per Giulio Regeni”

Forse una bravata, ma probabilmente qualcosa di più significativo e molto più spiacevole. Nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 qualcuno ha cercato di dare fuoco allo striscione “Verità per Giulio Regeni” appeso da più di tre anni nella scalinata del Municipio.

Le fiamme sono state appiccate ai fili che tenevano lo striscione, che si sono bruciati in parte facendolo così penzolare. Sembra abbastanza chiaro il significato di un gesto odioso verso un simbolo che è già stato oggetto di scontro politico. Il fuoco ha lambito anche una parte dello striscione, creando però danni solo minimali.

“Hanno bruciato le corde di sostegno e poi il fuoco si è propagato anche a una piccola parte dello striscione”, conferma il sindaco Alan Fabbri, contattato da Estense.com.

Lo striscione è stato rimosso del tutto verso le 9 di sabato mattina e riposto all’interno dell’edificio comunale. “Ho già parlato con il responsabile di Amnesty International di Ferrara e con la Digos che è intervenuta, verificheremo anche se dalle immagini della telecamera puntata sullo scalone si riuscirà a vedere il volto degli autori”, dichiara ancora il primo cittadino.

Una volta aggiustato, lo striscione dovrebbe tornare dov’era, così almeno pare di capire: “Penso che basti sostituire le corde – spiega Fabbri -, ma essendo sabato non so se si riuscirà a farlo subito”.

“Da questa mattina manca sullo scalone del Municipio di Ferrara lo striscione giallo di Amnesty International – Italia che chiede verità e giustizia per Giulio Regeni – osserva la consigliera comunale del Pd Ilaria Baraldi con un post su Facebook, poi condiviso dal collega Aldo Modonesi -. La sua permanenza visibile in un luogo istituzionale come il Comune non deve essere messa in discussione. Vorrei sapere perché sia stato rimosso, se e quando sarà riposizionato e avere garanzie sul fatto che la mia città continui a ricordare il vile assassinio di un ricercatore, ancora senza colpevoli accertati”.

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