Cento. Esame degli imputati e discussione finale, probabilmente la sentenza. È questo il programma della prossima udienza che vede due persone a processo per una tentata truffa nell’ambito delle assegnazioni dei fondi post sisma.
Alla sbarra sono finiti il proprietario dell’immobile (difeso dall’avvocato Gianni Ricciuti) – che aveva chiesto i fondi per il crollo del tetto, avvenuto alcuni anni dopo il terremoto del 2012 e, secondo gli inquirenti, in maniera slegata da questo – e il geometra che aveva redatto la pratica Mude, poi sospesa in attesa delle verifiche (difeso dall’avvocato Fabio Pellacani di Modena).
Giovedì pomeriggio è stato sentito l’ultimo teste dell’accusa, il primo geometra che seguì la pratica, che ha detto che secondo lui era comunque idonea per i ricevere i fondi, e tre consulenti tecnici delle difese, che hanno spiegato perché ritengono che la richiesta fosse legittima. È stata sentita, infine, anche la moglie del proprietario che ha raccontato di come dopo il sisma abbiano spesso dormito in auto e in un magazzino e che per la pratica si siano completamente affidati ai due tecnici.
Il giudice ha aggiornato l’udienza l 5 novembre.
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