Spaccio in via IV Novembre, arrestato 29enne
I carabinieri della Sezione Radiomobile hanno arrestato un 29enne di origine nigeriana trovato in possesso di 30 grammi di hashish e sette dosi di cocaina
I carabinieri della Sezione Radiomobile hanno arrestato un 29enne di origine nigeriana trovato in possesso di 30 grammi di hashish e sette dosi di cocaina
Due cittadini stranieri sono stati accompagnati nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) al termine di altrettanti interventi eseguiti dalla Polizia di Stato della Questura di Ferrara
Arrestata per rapina impropria dopo aver tentato di uscire da un supermercato del centro con merce non pagata e aver aggredito il direttore
Assolto perché il fatto non sussiste e novanta giorni per le motivazioni. È questa la sentenza pronunciata dalla giudice del Tribunale di Ferrara Rosalba Cornacchia nel procedimento che vedeva imputato il medico in pensione Alberto Dallari
È stata sospesa per due anni Livia Ghetti, allenatrice storica della Ginnastica Estense Otello Putinati. Il verdetto è stato emesso il 4 maggio dal tribunale della Federazione ginnastica d'Italia dopo il procedimento avviato nei confronti dell'allenatrice, per la società è invece stata disposta un'ammenda di 4mila euro

(archivio)
Dopo sei anni e l’avvicendamento di tre giudici è finito con una doppia assoluzione il processo che vedeva due infermiere dell’Sant’Anna accusate di omicidio colposo per la morte nel settembre 2013 di una signora, ricoverata per un’occlusione intestinale, deceduta dopo una crisi respiratoria dovuta probabilmente a un’alterazione glicemica.
Secondo l’accusa – sostenuta dalla pm Barbara Cavallo, anche sulla scorta di una consulenza tecnica – il decesso era da ricondurre agli effetti di un’eccessiva somministrazione per via endovenosa della nutrizione parenterale, dovuta alla negligenza delle due infermiere. Ovviamente diversa la posizione delle difese delle due imputate (avvocati Irene Costantino e Giovanni Trombini), forti delle proprie consulenze ma anche della perizia disposta dal secondo giudice che ebbe in mano la causa, che affermò l’impossibilità di stabilire con certezza la causa della morte, anche per la concomitanza di una sepsi, frutto di una successiva operazione chirurgica. Alcuni infermieri, sentiti come testimoni, parlarono anche di malfunzionamenti nei diffusori delle sacche parenterali che potrebbero spiegare perché, nel caso specifico, quella della signora si svuotò nel giro di poche ore anziché nelle 24 prescritte.
Il giudice Vartan Giacomelli ha determinano in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni. I familiari della vittima erano già stati risarciti dall’azienda ospedaliera prima dell’inizio del processo.
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