Evade dai domiciliari, rintracciato e arrestato nella notte
È stato trovato fuori casa, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, e per questo è stato arrestato per evasione
È stato trovato fuori casa, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, e per questo è stato arrestato per evasione
Sentenza di assoluzione con formula piena nel caso Cidas per Daniele Bertarelli, presidente dell’omonima cooperativa, finito a processo con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere un’utilità
Mattinata di violenza e paura quella di ieri, 17 marzo, lungo la linea supplementare 356, la corsa proveniente da Bologna. Erano circa le 7:15 quando, alla fermata di Chiesuol del Fosso, un uomo ha aggredito la conducente del bus
Almeno per il momento rimane contro ignoti l'inchiesta aperta dalla Procura di Ferrara dopo la morte di un 45enne di nazionalità egiziana, avvenuta lo scorso 27 febbraio dopo che - appena ventiquattro ore prima - era andato al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna di Cona, accusando forti dolori allo stomaco
Si dichiara innocente la donna di 59 anni, italiana, che secondo la Procura avrebbe sottratto 20mila euro a una coppia di anziani approfittando delle chiavi che le erano state fornite per aiutarli nelle faccende domestiche

(archivio)
Dopo sei anni e l’avvicendamento di tre giudici è finito con una doppia assoluzione il processo che vedeva due infermiere dell’Sant’Anna accusate di omicidio colposo per la morte nel settembre 2013 di una signora, ricoverata per un’occlusione intestinale, deceduta dopo una crisi respiratoria dovuta probabilmente a un’alterazione glicemica.
Secondo l’accusa – sostenuta dalla pm Barbara Cavallo, anche sulla scorta di una consulenza tecnica – il decesso era da ricondurre agli effetti di un’eccessiva somministrazione per via endovenosa della nutrizione parenterale, dovuta alla negligenza delle due infermiere. Ovviamente diversa la posizione delle difese delle due imputate (avvocati Irene Costantino e Giovanni Trombini), forti delle proprie consulenze ma anche della perizia disposta dal secondo giudice che ebbe in mano la causa, che affermò l’impossibilità di stabilire con certezza la causa della morte, anche per la concomitanza di una sepsi, frutto di una successiva operazione chirurgica. Alcuni infermieri, sentiti come testimoni, parlarono anche di malfunzionamenti nei diffusori delle sacche parenterali che potrebbero spiegare perché, nel caso specifico, quella della signora si svuotò nel giro di poche ore anziché nelle 24 prescritte.
Il giudice Vartan Giacomelli ha determinano in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni. I familiari della vittima erano già stati risarciti dall’azienda ospedaliera prima dell’inizio del processo.
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