Terre del Reno. È vero che l’inagibilità venne dichiarata per una porzione dell’immobile e non per tutto, ma solo perché la richiesta proveniva da uno solo dei proprietari dell’edificio. E comunque tutto il complesso presentava già allora, nel 2007, rilevanti problemi di agibilità. Insomma, hanno confermato il quadro accusatorio i testi chiamati dalla procura nel processo per una tentata truffa per l’ottenimento dei fondi post-sisma a Sant’Agostino che vede imputate tre persone, mentre il Comune di Terre del Reno si è costituito parte civile (assistito dall’avvocato Carlo Bandiera).
Nell’udienza di martedì pomeriggio davanti al giudice Vartan Giacomelli sono comparsi l’architetto comunale, un tecnico dell’Ausl e un finanziere che eseguì le indagini.
Per l’accusa quei fondi per la ricostruzione non potevano e non dovevano essere richiesti dai proprietari perché l’edificio che volevano ristrutturare era già inagibile da prima del maggio 2012. Dall’indagine è emerso che venne rilasciata anche una seconda dichiarazione di inagibilità, questa volta successiva al sisma, perché, con il grave danneggiamento del municipio di Sant’Agostino, non era più possibile accedere all’archivio. Solo dopo i funzionari addetti alle pratiche si resero conto della doppia dichiarazione, sconsigliando l’apertura della richiesta di contributi, che venne comunque fatta anche se non si arrivò alla concessione dei fondi.
Nella prossima udienza, fissata per il 2 maggio, verranno sentiti i testimoni chiamati dalla difesa.
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