Classica o gourmet purché sia pizza. È un successo annunciato la seconda puntata delle Disfide del Gusto, che si è tenuta il 28 febbraio alla pizzeria Ciro a Ferrara in via Naviglio. Organizzate e promosse da Ascom Confcommercio e Confagricoltura Ferrara, le disfide sono un momento di confronto su pietanze e prodotti ambasciatori della tradizione locale e nazionale. E alla fine nella disfida della pizza vince la tradizione.
“Si tratta di una manifestazione che insieme agli amici di Confagricoltura – ha spiegato Davide Urban, direttore generale di Ascom – proponiamo sistematicamente ormai dal 2013 e ha proprio lo scopo di valorizzare sì i prodotti ma nel contempo gli operatori commerciali, i produttori, gli stessi locali pubblici che rappresentano un biglietto da visita significativo per la nostra città che vive di turismo anche enogastronomico, che può essere di supporto per prolungare le presenze in città”.
Nel caso specifico la disfida si teneva alla pizzeria Ciro: una storia imprenditoriale emblematica in questo senso quella raccontata da Ciro e Alessandro Cositore (padre e figlio, proprietari della pizzeria ristorante Ciro e del ristorante Partenope, famiglia in città dal 1960 e con un’antica tradizione familiare di pizzaioli napoletani).
Dal canto suo Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura aggiunge: “Queste disfide servono a cementare il rapporto tra le due associazioni, una partnership ben consolidata, oltre che a sostenere la tradizione enogastronomica italiana. Nel caso specifico forse non tutti sanno che tra gli ingredienti della pizza ad esempio il pomodoro vede proprio l’Emilia Romagna come il principale produttore in Italia dedicandogli il maggior numero di ettari (oltre 24mila) e nell’ambito regionale Ferrara è addirittura al secondo posto con 5700 ettari”.
Poi alla presenza degli sponsor – la Camera di Commercio con il suo segretario Mauro Giannattasio e Bper Banca con l’area manager Alto Ferrarese Enrico Brigandì – il via alla sfida all’ultimo spicchio con un terzetto di pizze napoletane tradizionali (marinara, margherita con mozzarella di bufala, friarelli e salsiccia) contrapposte a quelle gourmet (stracciatella di bufala e alici del Mar Cantabrico, crema di zucca e pancetta, margherita con melanzana fritta, ricotta salata e olive taggiasche) che ha ingolosito i commensali chiamati a giudicare le concorrenti, accompagnate dalle selezionate birre fornite da Partesa.
Alla fine si sono imposte le pizze della tradizione con 1443 punti contro i 1392 assegnati alle gourmet. In particolare si è affermata la margherita alla mozzarella di bufala (513) che stacca – seppur di due sole lunghezze – la stracciatella di bufala ed alici (511). Una serata che ha visto affrontare anche il tema delle proprietà nutrizionali – complete – della pizza napoletana (dal 2017 peraltro dichiarata patrimonio dall’Unesco) con il contributo di Giorgio Cavallesco, professore ordinario di Chirurgia Generale ad Unife.
E le disfide del gusto non si fermano: tra marzo e aprile la terza serata prevista sarà dedicata al dolce tipico della tradizione estense, la Tenerina.
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